In Palestina con gli ultimi per la pace: la campagna quaresimale del Centro missionario diocesano

«In Palestina con gli ultimi per la pace» è lo slogan che accompagna la campagna quaresimale 2024 promossa dal Centro missionario diocesano di Udine che mira ad accendere i riflettori sulla drammatica situazione che sta vivendo la Terra Santa, con l’obiettivo di sostenere le popolazioni colpite dal conflitto. Ecco come contribuire.

La feroce guerra in Palestina – innescata dall’attentato terroristico di Hamas contro Israele, il 7 ottobre 2023 – ha assunto dimensioni catastrofiche. Non solo nella Striscia di Gaza a causa della risposta militare di Israele, ma anche nei territori occupati. L’Onu parla di 1,7 milioni di sfollati interni alla Striscia di Gaza. Incalcolabile la quantità di edifici distrutti. Drammatico il bilancio delle vittime: 1.400 i morti israeliani (in gran parte civili), 29 mila (a fine gennaio) i palestinesi uccisi (70% donne e bambini). Sono poi 65 mila i palestinesi feriti, cento gli israeliani ancora nelle mani di Hamas.

 

I bisogni umanitari a cui dare risposta

Questi numeri danno conto di una crisi umanitaria fuori controllo: a Gaza i centri di accoglienza sono sovraffollati, c’è un disperato bisogno di cibo, acqua e medicinali. I sistemi sanitario e scolastico sono al collasso.

  • Sanità. Le condizioni di salute – fisica e mentale – della popolazione di Gaza sono precarie. Gravissime quelle dei più vulnerabili (disabili, donne incinte, feriti e malati cronici). Le malattie trasmissibili sono aumentate vertiginosamente. Mancano poi strutture (sono stati bombardati 30 ospedali e 50 centri medici), medicinali e personale sanitario.
  • Sicurezza alimentare. Secondo il Programma alimentare mondiale più di un terzo della popolazione nei centri a Sud della Striscia di Gaza soffre la fame in forma grave, una persona su due in forma moderata. Complessivamente il 90% della popolazione non dispone di cibo sufficiente.
  • Accesso all’acqua. Secondo l’Unicef, i bambini sfollati nella parte meridionale della Striscia di Gaza hanno accesso a meno di 2 litri di acqua al giorno. Secondo gli standard umanitari, la quantità minima di acqua necessaria in caso di emergenza è di 15 litri, per la sola sopravvivenza il minimo è di 3 litri al giorno. L’accesso all’acqua è di fatto inesistente nel Nord della Striscia.
  • Educazione. Il 100% dei bambini di Gaza non riceve alcun tipo di educazione. La totalità degli edifici scolastici è inutilizzabile perché distrutti (281 scuole pubbliche e 65 scuole delle Nazioni unite) o impiegati come centri di accoglienza.

 

La risposta di Caritas Gerusalemme

Sin dal 7 ottobre Caritas Gerusalemme ha avviato un piano operativo attivando sostegno psicologico a distanza per i colleghi a Gaza e la distribuzione di generi di prima necessità per gli sfollati accolti nei due centri delle parrocchie cristiane nella città palestinese. Il salone della chiesa di San Porfirio il 22 ottobre è stato colpito da un razzo che ha causato 17 morti.

Della prima fase del piano umanitario hanno beneficiato circa mille persone. Questi gli interventi:

  • fornitura di servizi sanitari primari e farmaci ai pazienti;
  • distribuzione di kit alimentari e igienici;
  • supporto psico-sociale a distanza;
  • distribuzione di contributi economici (buoni acquisto).

 

La seconda fase e il coinvolgimento del Centro missionario insieme alla Caritas diocesana di Udine

A gennaio è iniziata la seconda fase del piano di aiuti (durerà due anni e riguarderà pure Cisgiordania e Gerusalemme Est) che sarà sostenuta con la campagna quaresimale 2024 anche dal Centro missionario diocesano insieme alla Caritas diocesana di Udine.

Due gli obiettivi: migliorare lo stato di salute fisica e mentale della popolazione di Gaza e migliorare il potere economico delle famiglie di Gaza, Gerusalemme Est e della Cisgiordania.

Ecco le attività in programma e i risultati attesi:

  • ristrutturazione e ri-equipaggiamento medico della clinica di Caritas Gerusalemme a Gaza City e fornitura di attrezzature mediche e di laboratorio per la clinica a Taybeh (Cisgiordania);
  • aumento dell’accesso all’assistenza sanitaria primaria e materno-infantile, del trattamento di malattie infettive, parassitarie e croniche a Gaza e in Cisgiordania con proprio personale medico, fornitura di medicinali e analisi di laboratorio. I beneficiari saranno 7mila;
  • miglioramento della salute mentale di 500 persone traumatizzate, grazie a incontri individuali e di gruppo con psicologo e animatori;
  • rafforzamento del potere economico di 2.750 famiglie vulnerabili a Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme attraverso contanti e buoni acquisto.

 

Come contribuire?

Chi volesse contribuire alla realizzazione del progetto umanitario di Caritas Gerusalemme può fare una donazione:

  • in tutte le parrocchie della Diocesi di Udine;
  • sul conto corrente postale n° 65921272 intestato a “Associazione Missìon Onlus” specificando nella causale “Campagna quaresimale 2024”;
  • sul conto corrente bancario presso Banca Etica (filiale di Treviso) Iban IT75 I050 1812 0000 0001 1159 951 intestato a “Associazione Missìon Odv Ets” specificando nella causale “Campagna quaresimale 2024”.

 

Dalla CEI una colletta nazionale il 18 febbraio

In aggiunta all’iniziativa del Centro missionario diocesano e della Caritas udinese, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha indetto per domenica 18 febbraio (I di Quaresima) una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane, quale segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni colpite dal conflitto in Terra Santa.

Le offerte, raccolte tramite la rete delle Caritas diocesane, renderanno possibile una progettazione unitaria degli interventi anche grazie al coordinamento con la rete delle Caritas internazionali impegnate sul campo.

«Caritas Italiana – spiega il direttore, don Marco Pagniello – è in costante contatto con la Chiesa locale: dopo aver sostenuto, nella fase iniziale dell’emergenza, gli interventi di Caritas Gerusalemme, continua a seguire l’evolversi della situazione, accompagnando le Chiese locali nell’organizzazione delle diverse iniziative per far fronte ai bisogni dei più poveri e favorire un clima di pace e riconciliazione».

La colletta del 18 febbraio rappresenta, inoltre, una preziosa occasione di sensibilizzazione e animazione delle comunità parrocchiali italiane. A tal fine Caritas Italiana sta predisponendo sussidi e locandine che sanno messi a disposizione delle Diocesi.

 

Tutte le foto sono di Hosny Salah (fotografo a Gaza)

Segui l'Arcidiocesi di Udine sui social

Facebooktwitterrssyoutube

Vuoi condividere questo articolo?

Facebooktwittermail