A Zuglio il “bacio delle croci” tra le chiese della Carnia

lunedì 18 Maggio

«È la pace ciò di cui, più di tutto, sentiamo oggi il bisogno: pace nei nostri cuori, nelle famiglie, nelle comunità e nel mondo». Per questo è al «grande dono della pace» che si rivolgerà la preghiera dei fedeli riuniti domenica 17 maggio, solennità dell’Ascensione, a Zuglio, per il solenne e antico rito del Bacio delle Croci alla Pieve madre della Carnia. In attesa del completamento dei lavori nella chiesa, previsto nel 2027, meteo permettendo la celebrazione e anche il rito del “Bacio” si terranno all’aperto.

Ancora una volta, come avviene almeno dal 1300, le croci astili renderanno omaggio alla croce della pieve matrice, sfiorandola con un bacio simbolico, per ricordare che dobbiamo guardare a Gesù Cristo per imparare il suo stile di dialogo e di comunione, quello stesso stile richiamato proprio dalla solennità dell’Ascensione. Sarà un’occasione per sostenersi nella fede rendendo grazie alla chiesa madre, perché il vangelo arrivò in tanti paesi proprio grazie all’evangelizzazione partita da Iulium Carnicum. Un rito, dunque, che simboleggia fratellanza, comunione, unità, collaborazione.

A presiedere l’appuntamento avrebbe dovuto essere il card. Mario Zenari, che per 17 anni è stato titolare della Pieve di Zuglio, ma il prelato non potrà essere presente per un’occorrenza imprevista; a celebrare sarà dunque mons. Giordano Cracina.

Come di consueto, il ritrovo è in programma al piccolo Santuario della Beata Vergine delle Grazie, alle 9.30; alle 10.30 si avvierà la processione con il canto delle litanie. Si salirà lungo il sentiero fino a raggiungere, intorno alle 11, lo spiazzo detto “degli Scout”, soprastante l’area della Polse di Cougnes (in caso di maltempo la celebrazione si svolgerà nel santuario della B.V. delle Grazie). Qui si disporranno in cerchio i rappresentanti delle varie comunità, ciascuno con la propria croce, addobbata con nastri e fiori. Chiamate, una ad una dal prevosto, le croci renderanno omaggio alla croce della pieve matrice. La benedizione concluderà il caratteristico rito, prima della Santa Messa. Come da tradizione, non mancheranno le invocazioni al Signore, fatte tracciando in aria il segno della croce, per tener lontano le avversità naturali, come quelle fisiche – «A fulgure et tempestate», «A peste, fame et bello», «A flagello terraemotus» – e «contro tutto il male che rovina il mondo».

Al termine della celebrazione, per chi lo desidera, sarà possibile vivere un momento ulteriore di fraternità pranzando alla foresteria “La Polse di San Pieri”, previa prenotazione (tel. 0433/92296). L’accesso all’area della celebrazione sarà consentito a piedi o con i bus navetta messi a disposizione dall’Amministrazione comunale (non sarà possibile salire con l’auto propria se non entro le ore 8).

18/05/2026 (tutto il giorno)
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