Terremoto in Venezuela: la Caritas diocesana avvia una raccolta fondi

Dopo il devastante terremoto del 25 giugno, la Caritas udinese aderisce alla campagna di solidarietà per far giungere nel paese sudamericano – abitato da molti discendenti di emigrati friulani – aiuti e fondi per le prime necessità.

Vicinanza e sostegno concreti alle popolazioni venezuelane, nel comune dolore del terremoto: tra il tremore nasce l’amore. Anzi: «Tras el tremblor el amor», come recita il titolo della campagna di solidarietà avviata dalle Caritas italiana e venezuelana all’indomani del sisma che mercoledì 25 giugno ha causato centinaia di vittime, decine di migliaia di dispersi ed enormi distruzioni nel nord del Venezuela, nelle regioni a ovest della capitale Caracas. Nell’anno in cui il Friuli celebra il 50° anniversario del sisma del 1976, la Chiesa diocesana udinese aderisce alla campagna di solidarietà facendosi prossima alle comunità venezuelane con aiuti concreti.

 

Con la Caritas, una raccolta di fondi

La vicinanza si rende concreta tramite una raccolta di fondi alla quale possono contribuire Parrocchie, gruppi e privati cittadini. Nella campagna «Tras el tremblor el amor», i fondi raccolti raggiungeranno le popolazioni colpite tramite la rete delle Caritas italiana e venezuelana, con quest’ultima attiva direttamente nei territori colpiti.

Le offerte si possono inviare tramite bonifico bancario alle coordinate seguenti:

  • Intestatario: Fondazione Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine ETS
  • IBAN: IT45U 02008 12310 000001515712
  • Causale: Terremoto in Venezuela 2026

Caritas Italia invita a non organizzare raccolte di beni materiali, per favorire la ripresa economica delle aree terremotate e per l’impossibilità a garantire una corretta gestione dei beni in condizioni di sicurezza precarie.

 

La situazione in Venezuela

Fin dalle prime ore successive al sisma, la Chiesa venezuelana si è mobilitata per accogliere le persone colpite e offrire assistenza alle famiglie sfollate. L’arcivescovo di Caracas, mons. Raúl Biord Castillo, ha riferito che molte parrocchie «presentano gravi danni strutturali», cui si aggiungono la cattedrale e circa una dozzina di chiese danneggiate. «Molte parrocchie hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte nelle loro strutture. Abbiamo già attivato una rete di solidarietà attraverso le Caritas parrocchiali», ha spiegato il presule. «L’importante, ora, è che il popolo resti unito e dia prova di carità verso tutti, creando una rete di solidarietà. Siamo vicini a coloro che hanno perso la casa: i danni materiali sono tanti. Preghiamo per i morti, affinché il Signore dia loro un riposo eterno. Preghiamo anche per i loro familiari».

Particolarmente grave la situazione nella diocesi di La Guaira. Il vescovo, mons. Pablo Modesto González Pérez, ha raccontato: «Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti».

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