Anche i ministri straordinari della comunione e tutti coloro che in vario modo sono a servizio della liturgia con una serie di appuntamenti si lasceranno provocare dal Messaggio dell’arcivescovo mons. Riccardo Lamba dal titolo: “Che cosa è mai l’uomo perché te ne curi?”. Il primo di questi appuntamenti è l’incontro dei ministri straordinari della comunione (aperto a tutti coloro che ne sono interessati) in programma domenica 29 novembre, alle ore 15.30, nel Seminario di Castellerio. Durante l’incontro sarà messo a fuoco un tema spesso trascurato o di difficile comprensione: i disabili e la celebrazione liturgica.
Per aiutare i ministri della comunione e gli operatori della liturgia a comprendere la portata di una pastorale liturgica con le persone disabili e i possibili compiti a questo scopo sarà presente don Luca Palazzi, presbitero della Diocesi di Modena-Nonantola (nella foto in basso), anch’egli persona con disabilità motoria, da tempo impegnato nella riflessione e nella proposta di percorsi sull’annuncio, la catechesi e la celebrazione con persone disabili.
L’incontro si concluderà con la celebrazione dei Primi Vespri della Prima domenica d’Avvento.
Liturgia e disabilità: un’inclusione necessaria ed effettiva

Don Luca Palazzi, ospite il 29 novembre 2026 a Castellerio
Certamente, da tempo la Chiesa è in prima linea nel prendersi cura dei disabili di ogni genere e nel riconoscere loro un ruolo nella famiglia ecclesiale. Recentemente si è risvegliata l’attenzione, in una logica di Chiesa inclusiva, anche alla dimensione liturgica affinché davvero risulti credibile l’invito rivolto a tutti a partecipare alla Cena del Signore e nessuno ne sia escluso. Scriveva Papa Francesco nella lettera apostolica Desiderio Desideravi al n. 5: «Il mondo ancora non lo sa, ma tutti sono invitati al banchetto di nozze dell’Agnello (Ap 19,9). Per accedervi occorre solo l’abito nuziale della fede che viene dall’ascolto della sua Parola (cfr. Rm 10,17): la Chiesa lo confeziona su misura con il candore di un tessuto lavato nel Sangue dell’Agnello (cfr. Ap 7,14). Non dovremmo avere nemmeno un attimo di riposo sapendo che ancora non tutti hanno ricevuto l’invito alla Cena o che altri lo hanno dimenticato o smarrito nei sentieri contorti della vita degli uomini».
Come è possibile includere attivamente le persone disabili nelle assemblee liturgiche ordinarie? Quali attenzioni attivare? E, soprattutto, su quali principi fondare una cura della presenza delle persone disabili nelle assemblee liturgiche?
Non si potrebbe parlare della partecipazione attiva dei disabili nella celebrazione se non si avesse chiara l’idea che la liturgia vive di linguaggi corporei che accendono la dimensione simbolica e per questa via speciale introducono nella relazione con Dio e con il suo mistero. Il linguaggio liturgico non è astratto come il pensiero razionale: questo, infatti, rischia di essere più esclusivo che inclusivo, mentre il corpo che “agisce” e che “sente” è pienamente a suo agio nel “gioco” del rito.
Annuncio cristiano e bellezza per tutti
Da diversi anni l’Arcidiocesi di Udine ha attivato percorsi di riflessione in merito all’annuncio cristiano a persone con disabilità.
In ambito catechistico, sono stati predisposti degli strumenti a supporto dei percorsi formativi: il sussidio “Abili in Cristo”, pubblicato nel 2017 dedicato ai catechisti, la traduzione dei due sussidi per la prima confessione e la prima comunione nel linguaggio della Comunicazione aumentata aumentativa (CAA) e numerosi incontri formativi dedicati al tema della catechesi con persone con disabilità.
Anche il Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo presenta una modalità di fruizione di alcune delle sue opere con il linguaggio CAA, come visibile nella foto.
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