La Chiesa diocesana udinese si affida ai suoi Patroni Ermacora e Fortunato

Sabato 11 (con i Primi Vespri) e domenica 12 luglio (con la liturgia propria dei Santi Patroni) l'Arcidiocesi di Udine celebra i Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Ricordando le sue radici aquileiesi, la Chiesa udinese fa memoria anche dei 50 anni di fondazione della Caritas diocesana e guarda all'evangelizzazione nel prossimo futuro.

L’Arcidiocesi di Udine, con tutte le sue comunità, celebra i suoi patroni: il primo vescovo aquileiese Ermacora e il diacono Fortunato. Due le solenni celebrazioni presiedute dall’Arcivescovo in città a Udine: i Primi vespri della vigilia, sabato 11 luglio, e la Messa solenne di domenica 12 luglio. Quest’anno la celebrazione si arricchisce con la commemorazione del 50° anniversario di fondazione della Caritas diocesana, nata all’indomani del terremoto del 1976.

Quest’anno il 12 luglio sarà domenica; si ricorda, pertanto, che la liturgia della solennità dei Santi Patroni prevale sulla liturgia della XV domenica del Tempo ordinario. Dunque, letture ed eucologia saranno quelle del Proprio delle Messe dell’Arcidiocesi di Udine (le Parrocchie che ancora ne sono prive, possono recuperarne copia presso l’economato diocesano in via Treppo 7 a Udine).

Indice:

 

I Primi vespri in Cattedrale

La processione delle croci astili delle Pievi apre la celebrazione dei Primi vespri

Sabato 11 luglio, alle 20.30 in Cattedrale a Udine, mons. Riccardo Lamba aprirà le celebrazioni per i Santi Patroni Ermacora e Fortunato presiedendo i Vespri solenni celebrati assieme ai sacerdoti, ai diaconi e agli operatori pastorali. La celebrazione è arricchita da alcune caratteristiche sue peculiari, derivanti dalla tradizione aquileiese: saranno presenti le croci astili delle Pievi storiche dell’Arcidiocesi, ornate con nastri e fiori, e si canteranno le acclamazioni aquileiesi per invocare l’intercessione dei santi di Aquileia e la loro protezione sulla Chiesa udinese.

Questa celebrazione sarà trasmessa in diretta su Radio Spazio.

Indicazioni liturgiche:

  • Tutti i presbiteri e i diaconi che desiderano partecipare portino con sé camice e stola rossa e si rechino presso l’Oratorio della Purità per la processione d’ingresso insieme ai canonici del Capitolo Metropolitano e dell’Insigne Collegiata di Cividale (muniti del proprio abito corale e della stola rossa).
  • I crociferi delle pievi storiche si recheranno per le 20.15 presso l’Oratorio della Purità per la processione di ingresso.

 

Domenica 12 luglio, Messa e benedizione della città

Benedizione della città di Udine dopo la Messa dei Santi Patroni 2024

Domenica 12 luglio, solennità dei Santi Ermacora e Fortunato, alle ore 10.30, sempre in Cattedrale a Udine, mons. Riccardo Lamba presiederà la solenne Eucaristia durante la quale – peraltro – saranno proclamate la sequenza «Plebs fidélis Hermachóræ» e la professone di fede secondo la formula aquileiese.

Al termine della liturgia, alle 11.30 circa, si terrà la benedizione della città di Udine, di cui Ermacora e Fortunato sono patroni. Attorno alle reliquie dei Santi Patroni, le parrocchie della città saranno rappresentate dalle croci astili addobbate.

Anche questa celebrazione sarà trasmessa in diretta su Radio Spazio.

Indicazioni liturgiche:

  • I presbiteri del Vicariato Urbano, il Vicario Generale, i Vicari foranei, i canonici del Capitolo Metropolitano e dell’Insigne Collegiata di Cividale indosseranno la casula rossa presso l’Oratorio della Purità e parteciperanno alla processione iniziale.
  • Gli altri sacerdoti e diaconi, muniti di camice e stola rossa, si recheranno direttamente al proprio posto in Cattedrale.

 

Tra passato e futuro: 50 anni della Caritas diocesana, verso un nuovo anno pastorale

Mons. Alfredo Battisti tra i prefabbricati post-terremoto

Nella solennità patronale 2026 si celebrerà anche il 50° anniversario di fondazione della Caritas diocesana, istituita da mons. Alfredo Battisti all’indomani del sisma del 1976 proprio il 12 luglio di quell’anno. In una lettera rivolta ai fedeli della Chiesa udinese, tramite presbiteri e diaconi, l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha ricordato come il terremoto «fu l’occasione per prendere consapevolezza dell’identità propria di una Chiesa, nata dalla missione evangelizzatrice della Chiesa di Aquileia». «La memoria di quell’evento – scrive ancora l’Arcivescovo – ci sta però invitando a riflettere su come le nostre comunità cristiane siano chiamate oggi ad annunciare il Vangelo e a testimoniare la Carità. In questo cammino – conclude – abbiamo bisogno di attingere alla grazia che sgorga dall’Eucarestia e di invocare l’interessione dei nostri Santi Patroni».

Una radice profonda, il solco della carità, e lo sguardo al domani: nella solennità patronale, infatti, l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba offrirà alcune indicazioni pastorali per l’anno 2026/2027, in cui le ultime celebrazioni del 50° del terremoto si innestano in un cammino che chiede alla Chiesa di portare l’annuncio evangelico nei contesti sociali, professionali e comunitari di questo tempo.

 

Celebrare i Santi Patroni: le letture proprie, la sequenza aquileiese e i formulari per la preghiera universale

La liturgia dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato è stata riveduta in modo importante nella nuova edizione del Proprio delle Messe, entrata in vigore a Pasqua 2025.

Per quanto riguarda il Lezionario, sono state modificate la prima lettura (ora tratta dal Libro della Sapienza; in precedenza era dal Libro del profeta Ezechiele) e il brano evangelico, ora tratto dal capitolo 22 del Vangelo di Luca in cui Gesù affronta il c.d. “discorso escatologico” (in precedenza era il cap. 15 di Giovanni); i due nuovi testi appartenevano a una consolidata tradizione dei libri liturgici aquileiesi. È interessante questo uso insolito del discorso escatologico di Gesù quando egli stesso in qualche modo profetizza la distruzione di Gerusalemme e dunque anche la caducità delle realtà terrene, anche religiose. Al termine Cristo si rivolge ai discepoli dicendo: «Salverete le vostre vite perseverando». È un messaggio significativo per noi che, oggi, viviamo nella memoria dei nostri martiri fondatori.

La sequenza dei Santi Ermacora e Fortunato («Plebs fidélis Hermachóræ») è presente nella sua versione originale latina (in 12 strofe) e non in una versione semplificata o ridotta (in precedenza la sequenza comprendeva solo 7 strofe). Il testo è medievale e, oltre a rileggere in modo lirico la passione dei due Santi, contiene anche alcuni interessanti spunti teologico-spirituali di matrice biblica e storiografica; per esempio, accenna alla notte in cui i due santi sono rinchiusi in carcere e, a un certo punto, la cella si illumina della luce del Signore risorto e converte anche il carceriere Ponziano.

Nel Lezionario proprio (pp. 79-80) sono presenti anche due formulari per la preghiera universale (“dei fedeli”) della solennità dei Santi Patroni.

Per quanto concerne invece l’eucologia, ossia i testi di preghiera contenuti nel Messale, al di là di alcuni piccoli miglioramenti il prefazio dei Santi Patroni è redatto ex novo. Questo perché si tratta di una celebrazione con il grado di solennità che in precedenza non aveva un prefazio proprio. Il nuovo prefazio legge la vicenda e la passione dei due Santi, ma soprattutto le origini della Chiesa di Aquileia a partire dal loro martirio. Dalla testimonianza coraggiosa di questi due credenti è nata una Chiesa che è madre di popoli e che continua a essere ancora oggi un faro per le Chiese che da essa si sono originate.Infine, anche la benedizione solenne al termine della celebrazione è un elemento di novità.

Si ricorda che il doppio volume del Proprio diocesano (Messale e Lezionario) è disponibile presso l’economato diocesano, in via Treppo 7 a Udine.

In aggiunta, l’Ufficio Liturgico ha predisposto alcuni approfondimenti:

 

Chi erano Ermacora e Fortunato

Tone Kralj, Santi Ermacora e Fortunato con Cirillo e Metodio. Santuario della B.V. del Lussari, sec. XX

Secondo il Catalogo episcopale aquileiese, Ermacora e Fortunato furono, nel terzo secolo d.C., il primo Vescovo di Aquileia e il suo diacono. La “passio” dei due martiri, in cui la cui storia si mescola alla tradizione, ne colloca la vicenda al tempo dell’imperatore Nerone. Si racconta che l’apostolo Pietro, mentre si trovava a Roma, incaricò il discepolo ed evangelista Marco di diffondere la buona novella nella città di Aquileia.

Dopo aver svolto la sua missione per alcuni anni, convertendo numerosi aquileiesi e formando la prima comunità cristiana del luogo, Marco desiderò far ritorno a Roma per rivedere Pietro. Egli condusse con sé Ermacora, «vir christianissimus et elegans persona» (uomo di salda fede e persona corretta), affinché fosse consacrato vescovo da Pietro in persona.

Rientrato ad Aquileia, Ermacora svolse un’intensissima attività pastorale, poi codiuvato dal diacono Fortunato. Sempre più impaurito dalle minacce dei suoi sacerdoti, il preside aquileiese Sebasto decise dapprima di arrestare Ermacora, prima di farlo decapitare insieme a Fortunato, ma volle che la condanna fosse eseguita di nascosto, in carcere e di notte, per timore di tumulti. I loro corpi furono raccolti da Ponziano, Gregorio e Alessandria e sepolti nel recinto funerario di quest’ultima, in un cimitero non lontano dalle mura della città.

 

Avvicinarsi alla solennità: sui social diocesani un cammino digitale

Da sabato 4 luglio i profili social Instagram e Facebook dell’Arcidiocesi di Udine pubblicheranno dei brevi contenuti quotidiani per avvicinarsi alla solennità dei Santi Patroni: brevi approfondimenti storici e liturgici e, ogni giorno, una diversa intenzione di preghiera.

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