Vicinanza e sostegno concreti alle popolazioni venezuelane, nel comune dolore del terremoto: tra il tremore nasce l’amore. Nell’anno in cui il Friuli celebra il 50° anniversario del sisma del 1976, l’Arcidiocesi udinese aderisce alla campagna di solidarietà della Chiesa italiana facendosi prossima alle comunità venezuelane con aiuti concreti.
Il 26 luglio colletta nelle chiese italiane
Aggiornato il 20 luglio 2026
La Presidenza della CEI, profondamente vicina alle sofferenze della popolazione venezuelana colpita il 24 giugno da terremoti di vaste proporzioni, ha deciso di indire attraverso Caritas Italiana una Colletta nazionale in tutte le chiese italiane domenica 26 luglio.
Gli interventi si concentrano in particolare sulla distribuzione di acqua potabile, beni alimentari, kit igienici, materiali di prima necessità, medicinali, supporto sanitario, psicosociale e spirituale. Particolare attenzione viene riservata agli sfollati, alle famiglie con bambini, agli anziani, a quanti hanno patologie croniche e si trovano in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Nel ricordare che in questa fase è importante evitare iniziative isolate, comprese raccolte di beni materiali in Italia, la Presidenza della CEI invita dunque a partecipare alla Colletta del 26 luglio: quanto raccolto sarà destinato a far fronte alle emergenze presenti e future. E sarà un gesto unitario che esprime l’abbraccio della Chiesa italiana a quella venezuelana.
Trattandosi di una colletta resa “imperata”, i proventi andranno versati alla Conferenza Episcopale Italiana tramite l’Arcidiocesi di Udine, alle coordinate seguenti:
- Intestatario: Arcidiocesi di Udine
- IBAN: IT20Y 02008 12310 000020023468
- Causale: Colletta terremoto in Venezuela 2026
La situazione in Venezuela
Fin dalle prime ore successive al sisma, la Chiesa venezuelana si è mobilitata per accogliere le persone colpite e offrire assistenza alle famiglie sfollate. L’arcivescovo di Caracas, mons. Raúl Biord Castillo, ha riferito che molte parrocchie «presentano gravi danni strutturali», cui si aggiungono la cattedrale e circa una dozzina di chiese danneggiate. «Molte parrocchie hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte nelle loro strutture. Abbiamo già attivato una rete di solidarietà attraverso le Caritas parrocchiali», ha spiegato il presule. «L’importante, ora, è che il popolo resti unito e dia prova di carità verso tutti, creando una rete di solidarietà. Siamo vicini a coloro che hanno perso la casa: i danni materiali sono tanti. Preghiamo per i morti, affinché il Signore dia loro un riposo eterno. Preghiamo anche per i loro familiari».
Particolarmente grave la situazione nella diocesi di La Guaira. Il vescovo, mons. Pablo Modesto González Pérez, ha raccontato: «Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti».
Al 19 luglio risultano 5.200 persone decedute, oltre 17mila feriti e 69mila dispersi.
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