Messaggio dell’Arcivescovo di Udine per la Santa Pasqua 2026

Il testo integrale del Messaggio integrale che l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, rivolge ai fedeli della Chiesa udinese in occasione della Pasqua 2026.

«Contempliamo ormai vicini i giorni della Pasqua di morte e risurrezione di Gesù, nei quali è sconfitta la superbia dell’antico avversario e celebrato il mistero della nostra redenzione». Se così ci invita a pregare la liturgia nel prefazio dei primi tre giorni della Settimana Santa, parimenti ci chiediamo in che modo questo annunzio di salvezza può conciliarsi con le tante domande che riecheggiano nei nostri cuori anche in questi giorni. Se Gesù è il Figlio di Dio morto e risorto per noi, perché ancora non si è realizzato il Regno di giustizia e di pace che Lui ci ha promesso? Se Gesù è il Salvatore del mondo, perché il grido che sale a Dio da tanti popoli colpiti dalla fame, dalle malattie, dalle guerre non trova ancora risposta? Perché gli appelli di tanti uomini e donne di buona volontà e le preghiere di tutti i cristiani per far cessare il fuoco ed il fragore delle armi rimangono inascoltati e appaiono persino insignificanti?

Sono le stesse domande che i discepoli di Gesù si posero quando, dopo l’ingresso trionfale a Gerusalemme del loro Maestro, assistettero impotenti al drammatico rovesciamento della sua sorte. Al tradimento di uno di loro erano seguiti, in poche ore, il rinnegamento di Pietro, un ingiusto processo e la condanna a morte per acclamazione da parte di una folla sobillata da capi religiosi di Israele, che non avevano mai accettato che un uomo di Nazareth potesse dichiarare di essere Figlio di Dio, il Messia atteso da tempo: Gesù era troppo diverso dalle aspettative che essi avevano di un Messia regale, potente e vincente!

Quelle domande, probabilmente, sono le stesse di quei due discepoli che «il giorno dopo il sabato» si allontanavano da Gerusalemme per fare ritorno, amareggiati e delusi ad Emmaus; finché non si affiancò loro il Risorto che, cominciando da Mosé e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui e come bisognava che il Cristo sopportasse tutte queste sofferenze per entrare nella sua gloria.

L’enigma del dolore e della sofferenza personale e dell’umanità di tutti i luoghi e di tutti i tempi può trovare risposta solo nella contemplazione del mistero del Cristo, che è entrato nella gloria avendo accettato liberamente e per amore di passare attraverso la sofferenza e la morte.

Da allora la luce del Crocifisso Risorto vince le tenebre del male, la Sua Parola fa ardere il nostro cuore, il Suo Corpo ed il Suo Sangue nutrono in noi la speranza della vita eterna.

Buona Pasqua di Risurrezione!

+ Riccardo Lamba
Arcivescovo di Udine

 

Foto: Gemona del Friuli, lunetta del Duomo di Santa Maria Assunta (sec. XII). Giudizio universale, Cristo risorto. Gesù è raffigurato seduto in trono tra i simboli della Passione e con lui, ai lati, vi sono la Madonna e S. Giovanni Battista

 

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