Matteo Ranieri sarà ordinato diacono

Grande gioia nella Chiesa udinese per l’ordinazione diaconale di Matteo Ranieri, 27 anni. La celebrazione sarà domenica 22 novembre nella Giornata del Seminario, alle 16 in Cattedrale a Udine.

Matteo Ranieri sarà diacono. È questo il motivo di grande festa nell’Arcidiocesi di Udine, una gioia che vivrà il suo culmine domenica 22 novembre, alle 16, quando mons. Riccardo Lamba presiederà la Messa durante la quale il giovane seminarista riceverà il terzo grado dell’Ordine sacro. La data non è casuale, trattandosi della Giornata diocesana del Seminario e della Giornata mondiale della Gioventù.

In preparazione all’ordinazione, la veglia delle “Notti di Nicodemo” di venerdì 20 novembre (alle 20.30 nella chiesa del Seminario interdiocesano di Castellerio) vedrà proprio la testimonianza del giovane ordinando, nel corso di una serata di preghiera speciale per i giovani e per le vocazioni.

🔽 Locandina dell’ordinazione di Matteo Ranieri

🔽 Foto di Matteo Ranieri e dell’Arcivescovo

 

Chi è Matteo Ranieri

Nato a Mantova il 9 settembre 1999, Matteo Ranieri è cresciuto a Sant’Antonio di Porto Mantovano. Il suo parroco del tempo fu don Claudio Cipolla, attuale Vescovo di Padova. Nel 2010 il trasferimento in Friuli, per la precisione a Passons, paese di origine della madre. Da allora ha iniziato a prestare servizio nella vicina Parrocchia di Martignacco, dove ha iniziato anche il discernimento vocazionale frequentando il gruppo “Tabor”.

Terminati gli studi superiori all’ist. Percoto di Udine e compiuto a Gorizia l’anno propedeutico di discernimento, nel 2021 Ranieri è entrato in Seminario a Castellerio. Nel 2023 ha iniziato il suo servizio pastorale a Feletto Umberto, dove presta servizio ancora oggi.

 

Che cos’è il diaconato

Il diaconato è il terzo grado del sacramento dell’Ordine, preceduto – non in ordine temporale – dall’episcopato e dal presbiterato. Pur essendo un ministero a sé stante, per chi è in cammino verso il presbiterato – come Ranieri –, il diaconato è l’ultima e più importante delle “tappe” ministeriali che scandiscono il cammino. In questo caso si parla di diaconato transeunte, ossia “in transito” verso il grado del presbiterato.

L’ordinazione diaconale è consentita anche a uomini spostati: per loro, l’accesso all’ordine sacro è vincolato al parere affermativo della consorte.

La promessa di obbedienza al Vescovo diocesano è propria dei diaconi, così come l’impegno a vivere nel celibato (elemento che non sussiste nel caso di ordinazione di diaconi permanenti già sposati, i quali non possono accedere al sacerdozio). I diaconi, inoltre, si impegnano quotidianamente a «custodire lo spirito di orazione e adempiere fedelmente l’impegno della Liturgia delle Ore».

Il ministero del diacono è sintetizzato dal Concilio Vaticano II con la triade «diaconía della liturgia, della predicazione e della carità», con cui il diacono serve «il popolo di Dio, in comunione col vescovo e con il suo presbiterio». Quindi il diacono può «amministrare solennemente il battesimo, conservare e distribuire l’Eucaristia, assistere e benedire il matrimonio in nome della Chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali (le benedizioni e altri), presiedere al rito funebre e alla sepoltura» (LG 29).

Il diacono non può celebrare la Messa: tuttavia, può presiedere una Liturgia della Parola. Nella liturgia egli si riconosce perché, a differenza dei presbiteri, veste la stola “alla maniera diaconale”, ossia di traverso. Il diacono veste la dalmatica, un antico paramento riservato proprio al servizio liturgico diaconale.

Il legame tra carità ed evangelizzazione è tipico del diacono fin dalla sua ordinazione: nel rito di ordinazione diaconale, infatti, il Vangelo è consegnato nelle mani dei diaconi: questo significa che i diaconi sono chiamati a portare fra la gente la Parola seguendo il magistero dei pastori.

 

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