Sabato 2 febbraio, ore 19 - Santuario della Beata Vergine delle Grazie, Udine

Chiesa udinese in preghiera per la Giornata nazionale per la vita

«È vita, è futuro» è il tema scelto dai Vescovi italiani. Sabato 2 febbraio alle 19 la Santa Messa presieduta dall'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, a seguire ci sarà come di consueto l'adorazione notturna

«È vita, è futuro» è questo il tema scelto dai Vescovi italiani per l’edizione 2019 della Giornata Nazionale per la Vita, che la Chiesa udinese celebrerà sabato 2 febbraio alle ore 19, nel santuario udinese della Beata Vergine delle Grazie, quando l’arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, presiederà la celebrazione eucaristica, nel corso della quale sarà impartita una speciale benedizione ai bambini presenti, oltre che alle mamme e ai papà «in attesa».

Inoltre a partire dalle 20.30, sempre in Santuario, ci sarà la possibilità di sostare in preghiera per l’adorazione eucaristica notturna, guidata da gruppi familiari, di spiritualità e di preghiera. La partecipazione è libera: qualche ora o pochi minuti, a seconda della disponibilità di ciascuno, fino alle 7 della domenica mattina. Una particolare intenzione di preghiera sarà dedicata ai bambini non nati per aborto nel 2018 in Friuli. Durante tutta la notte alcuni sacerdoti saranno disponibili per le confessioni.

 

Il messaggio dei Vescovi italiani per questa giornata sottolinea – riprendendo alcuni passi dell’Esortazione Apostolica post sinodale di Papa Francesco, «Amoris laetitia» –, l’importanza del costruire oggi «una solidale “alleanza tra le generazioni”». «Così – proseguono – si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza. “Il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita ‒ con i piedi ben piantati sulla terra ‒ e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide”, antiche e nuove. La mancanza di un lavoro stabile e dignitoso spegne nei più giovani l’anelito al futuro e aggrava il calo demografico, dovuto anche ad una mentalità antinatalista che, “non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire”. Si rende sempre più necessario un patto per la natalità, che coinvolga tutte le forze culturali e politiche e, oltre ogni sterile contrapposizione, riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese».

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