«Che cos’è l’uomo perché te ne curi?». Prende spunto dal Salmo 8 il titolo del Messaggio per l’anno 2026/2027 che mons. Riccardo Lamba ha consegnato lunedì 5 ottobre all’Arcidiocesi di Udine. Come recita il sottotitolo, il testo vuole invitare la Chiesa udinese a «prendersi cura» dell’umanità che in questo tempo vive o transita nella terra friulana.
Il testo dà seguito a quanto il Santo Padre Leone XIV ha voluto indicare nell’enciclica Magnifica humanitas: è l’esortazione dell’Arcivescovo a prendersi cura della persona umana in un tempo di grande sviluppo tecnologico, nel quale la dignità umana rischia di essere messa in secondo piano. Sull’esempio di Gesù, che ha avuto a cuore tutta l’umanità se ne è preso cura, il Messaggio vuole ricordare che ogni persona è creata a immagine e somiglianza di Dio e, pertanto, possiede una dignità da accogliere e di cui prendersi cura.
Dopo la contemplazione di un’icona tratta dall’Antico Testamento (Davide nel deserto, 1Sam 18-23), il testo di mons. Lamba offre una lettura spirituale alle motivazioni per cui è necessario, oggi, porre in atto sguardi e gesti di cura nei confronti di ogni persona.
Nel Messaggio l’Arcivescovo offre alcuni spunti alle comunità cristiane, utili per l’approfondimento del tema e, soprattutto, per la messa in atto di gesti e opere di cura.
🔽 Il testo del Messaggio (PDF impaginato)
🔽 Il testo del Messaggio (Word)
L’icona della copertina: Cristo si prende cura
È significativa l’immagine scelta per la prima pagina: si tratta di Cristo che guarisce il cieco di Gerico, opera di un pittore di ambito veneto nel XVIII secolo. L’opera è conservata nella chiesa dei Santi Andrea e Mattia apostoli a Colloredo di Monte Albano.
La scena è narrata dal Vangelo di Giovanni (9,1-41). Il tempio di Gerusalemme dalle alte colonne, dagli ampi portici gremiti di sacerdoti e di pellegrini è sfondo alla scena che avviene al di fuori. Ai piedi dell’alta scalinata è seduto un giovane: ai suoi piedi un tozzo di pane, una ciotola, un bricco d’acqua. È un mendicante nato cieco. Accanto a lui un bambino regge il suo bastone. Il cieco appare stupito di come Gesù si stia prendendo cura di lui: gli si è fatto vicino e gli sta spalmando sugli occhi la sua saliva mescolata con la terra. Fa parte della cura l’invito che Gesù gli fa di andare a lavarsi all’acqua dell’Inviato, cioè alla piscina di Siloe. Tutt’attorno ci sono i discepoli, stupiti di come Gesù se ne stia prendendo cura. Fra tutti, spicca quel bambino che guarda attonito: i suoi occhi curiosi sono diretti al gesto di Gesù. Anch’egli si è fatto prossimo all’amico cieco ed è intento a imparare da Gesù cosa significhi prendersene cura.
🔽 L’immagine dell’opera d’arte
Dove si può trovare il Messaggio?
ll Messaggio è stato consegnato lunedì 5 ottobre, memoria liturgica di San Luigi Scrosoppi.
Oltre alla versione integrale pubblicata sopra, il testo in forma di libretto sarà disponibile nell’autunno 2026 per tutte le Parrocchie della Chiesa diocesana; ulteriori copie si trovano presso gli uffici pastorali diocesani di via Treppo 3.
Il Messaggio è pubblicato integralmente anche sul settimanale diocesano La Vita Cattolica, nell’edizione del 7 ottobre 2026.
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