L’Arcivescovo promulga il nuovo documento «Siano una cosa sola perché il mondo creda». Nuove Foranie e nuovi pro-vicari foranei

Dopo otto anni di sperimentazione, il progetto diocesano delle Collaborazioni pastorali diventa definitivo. Rispetto al documento istitutivo del 2018, si modificano il numero e i confini delle Foranie, che diventano 10.

Sperimentato. Verificato. Aggiornato. Confermato. Sono termini che sintetizzano un lungo lavoro – durato almeno due anni – di revisione del progetto diocesano delle Collaborazioni pastorali, avviato nel 2018 dopo quello che poteva essere definito come un cammino sinodale de facto iniziato dalla Chiesa di Udine negli anni 2010-2011.

Dopo otto anni di sperimentazione, dunque, il progetto delle Collaborazioni pastorali è stato oggetto di una revisione che ha portato l’arcivescovo Riccardo Lamba ad aggiornare e confermare il documento «Siano una cosa sola perché il mondo creda» (SUCS), la cui nuova versione sarà a breve disponibile per operatori pastorali, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose.

⏳ Il nuovo documento (a breve in versione digitale)

➡️ La presentazione del documento nelle Foranie, autunno 2026

 

Una revisione necessaria

La copertina del nuovo documento «Siano una cosa sola perché il mondo creda» (2026)

Fin dagli esordi, il documento del 2018 prevedeva una fase sperimentale di cinque anni (SUCS 50), leggermente prorogata per il sopraggiungere della pandemia.

Gli ultimi due anni pastorali sono stati necessari per raccogliere i pareri degli operatori pastorali nelle Foranie (nell’autunno 2024) e fornire l’adeguato materiale di riflessione agli organismi diocesani deputati alla valutazione dei primi passi delle Collaborazioni pastorali: il Consiglio pastorale diocesano (con i rappresentanti delle stesse Cp), il Consiglio presbiterale e il Collegio dei Vicari foranei.

Alla fine del percorso, ecco un nuovo documento diviso in due sezioni e ulteriori capitoli. In sintesi:

  • Siano una cosa sola perché il mondo creda.
    • Il testo conferma e arricchisce la sua prima parte, un’autentica catechesi di ecclesiologia che spiega i motivi che hanno condotto la Chiesa di Udine a rivedere la sua presenza sul territorio. Non si tratta, dunque, di una mera riorganizzazione, ma di un’autentica riflessione ecclesiale necessaria a comprendere la necessità delle Collaborazioni pastorali.
    • Il testo presenta, poi, la composizione e gli scopi delle nuove Foranie alla luce della consultazione diocesana accennata sopra (si veda di seguito).
    • È stata arricchita la sezione dedicata alla Curia arcivescovile con l’introduzione delle Aree pastorali (si veda il paragrafo finale di questa pagina).
  • Statuti e regolamenti dei diversi Consigli. Nella prima edizione questi documenti erano pubblicati in un volume a parte. Si tratta, dunque degli statuti e regolamenti di:
    • Consiglio pastorale diocesano (confermato);
    • Consiglio pastorale di Collaborazione (confermato);
    • Assemblea foraniale (nuova);
    • Gruppo di riferimento parrocchiale (confermato).

 

Si passa da 8 a 10 Foranie

Le Foranie dell’Arcidiocesi di Udine dopo la conferma del documento «Siano una cosa sola perché il mondo creda» (2026). I numeri si riferiscono alla tabella sottostante.

La principale novità è la revisione della suddivisione del territorio diocesano nelle Foranie.

  • La vecchia Forania della Montagna è stata scissa in due territori: nascono dunque la Forania della Carnia e la Forania della Val Canale e Canale del Ferro. In questo caso gli organismi diocesani hanno dato seguito a due criteri: da un lato la riduzione territoriale di una Forania vastissima, dall’altro – soprattutto – il riconoscimento dovuto a due realtà diverse dal punto di vista storico, culturale, talvolta linguistico.
  • Un’ulteriore nuova Forania è quella del Friuli morenico, comprendente le Collaborazioni pastorali di Povoletto, Reana del Rojale e Tricesimo (scorporate dalla Forania della Pedemontana) e la Collaborazione pastorale di Pagnacco (dal Vicariato urbano). In questo caso si è voluto intervenire sull’ampiezza della vecchia Forania della Pedemontana (che andava da Salt del Torre fino ad Alesso e Avasinis), riconoscendo la prossimità reciproca dei territori a nord di Udine. Resta intonsa la Forania del Friuli collinare, pur trattandosi di territori geograficamente qualificati come morenici.

È confermata la composizione delle Collaborazioni pastorali già delineata nel documento del 2018.

Di seguito l’elenco delle Foranie (in ordine alfabetico), presentate anche nella mappa corrispondente, con le relative Collaborazioni pastorali.

 

Forania Collaborazioni pastorali
1. Forania della Bassa friulana Cp di Latisana
Cp di Lignano Sabbiadoro
Cp di Palazzolo dello Stella
Cp di Rivignano
Cp di San Giorgio di Nogaro
Cp di Torviscosa
2. Forania della Carnia Cp di Ampezzo
Cp di Gorto
Cp di Paluzza
Cp di San Pietro in Carnia
Cp di Tolmezzo
3. Forania del Friuli centrale Cp di Gonars
Cp di Mortegliano
Cp di Palmanova
Cp di Pavia di Udine
Cp di Pozzuolo del Friuli
Cp di Talmassons
4. Forania del Friuli collinare Cp di Buja
Cp di Colloredo di Monte Albano
Cp di Coseano
Cp di Fagagna
Cp di Majano
Cp di Martignacco
Cp di San Daniele del Friuli
5. Forania del Friuli morenico Cp di Pagnacco
Cp di Povoletto
Cp di Reana del Rojale
Cp di Tricesimo
6. Forania del Friuli orientale Cp di Buttrio
Cp di Cividale del Friuli
Cp di Manzano
Cp di Remanzacco
Cp di San Giovanni al Natisone
Cp di San Pietro al Natisone
7. Forania del Medio Friuli Cp di Codroipo
Cp di Sedegliano
Cp di Variano
Cp di Varmo
8. Forania della Pedemontana Cp di Gemona
Cp di Nimis
Cp di Osoppo
Cp di Tarcento
9. Forania della Val Canale e Canale del Ferro Cp di Moggio Udinese
Cp di Tarvisio
10. Vicariato urbano di Udine Cp di Campoformido
Cp di Pasian di Prato
Cp di Tavagnacco
Cp di Udine centro
Cp di Udine nord
Cp di Udine nord-est
Cp di Udine nord-ovest
Cp di Udine ovest
Cp di Udine sud
Cp di Udine sud-est

 

Foranie, luogo di progettazione e formazione

La Forania permette alle Cp che esistono su un territorio omogeneo di pensare insieme azioni e percorsi trasversali alle singole Collaborazioni, un ruolo che all’introduzione del progetto delle Cp era stato temporaneamente accantonato per dare priorità all’avvio del nuovo livello di presenza ecclesiale, quello delle Collaborazioni pastorali. La Forania, dunque, riprende il suo ruolo di progettazione, programmazione e formazione condivisa.

A servizio della Forania non è posto un Consiglio pastorale foraniale, ma un’ampia assemblea il cui scopo è raccogliere le voci di tutti i referenti degli ambiti pastorali delle relative Cp, nell’ottica di una corresponsabilità sempre più condivisa.

 

Saranno nominati i pro-vicari foranei

Contestualmente alla revisione e alla conferma delle Foranie, saranno prossimamente nominati dei pro-vicari foranei. Il prefisso è dovuto al fatto che alcuni di essi resteranno in carica per i primi mesi di avviamento della Forania, passando il testimone successivamente ad altri presbiteri nominati dall’Arcivescovo.

La nomina dei pro-vicari sarà ratificata nelle prossime settimane.

Forania Pro-vicario foraneo
Forania della Bassa friulana Mons. Igino Schiff (confermato)
Forania della Carnia Don Harry Della Pietra (già vicario della Forania della Montagna)
Forania del Friuli centrale Mons. Paolo Brida (subentra al compianto mons. Angelo Del Zotto)
Forania del Friuli collinare Mons. Daniele Calligaris (confermato)
Forania del Friuli morenico Mons. Nicola Degano
Forania del Friuli orientale Mons. Livio Carlino (confermato)
Forania del Medio Friuli Mons. Ivan Bettuzzi (subentra a don Maurizio Zenarola)
Forania della Pedemontana Mons. Luca Calligaro (subentra a mons. Dino Bressan)
Forania della Val Canale e Canale del Ferro Mons. Lorenzo Caucig
Vicariato urbano di Udine Mons. Luciano Nobile (confermato)

 

Uffici diocesani raggruppati in quattro Aree omogenee

Un’ulteriore novità della nuova edizione del documento «Siano una cosa sola perché il mondo creda» è rappresentata dal raggruppamento degli uffici e dei servizi diocesani in quattro “aree”, il cui scopo è rendere più snella ed efficace l’azione pastorale. Si tratta delle aree dedicate a:

  • Affari generali e amministrazione
  • Annuncio e celebrazione
  • Carità e impegno sociale
  • Cultura.

Ogni area avrà un coordinatore che raccoglierà le istanze di uffici e servizi diocesani affini.

 

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