Nel cammino di cinque appuntamenti ecclesiali per unire ricordo e prospettiva, memoria e insegnamenti per l’avvenire, l’Arcidiocesi di Udine propone un convegno che fa tappa sulla ricostruzione e il restauro dell’edilizia di culto dopo il terremoto del 1976. Si tratta della quarta tappa del percorso promosso in occasione del 50° anniversario del sisma e avrà luogo domenica 13 settembre, nel salone municipale di Venzone, a partire dalle 15 (non alle 15.30 come i precedenti convegni). La partecipazione è libera.
Al centro dei lavori ci sarà la memoria e l’attualizzazione della ricostruzione e del restauro degli edifici ecclesiali distrutti o danneggiati dopo il sisma del 1976. Una straordinaria ricchezza di relatori e relatrici condurrà i partecipanti per mano tra cantieri, luoghi d’arte, impalcature e spazi dedicati alla liturgia.
Il convegno del 13 settembre è realizzato dall’Arcidiocesi di Udine (in particolare, negli Uffici amministrativo, per i beni culturali e l’edilizia di culto, le Biblioteche storiche e il Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo) con il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia e patrocinio di ANCI FVG e del Comune di Venzone. Media partner sono La Vita Cattolica e Radio Spazio.
🔽 Locandina del convegno di Venzone, 13 settembre 2026 (versione di stampa)
🔽 Locandina del convegno di Venzone, 13 settembre 2026 (versione web, leggera)
Il tema del convegno di Venzone

Il palazzo comunale di Venzone
«Prima le fabbriche, poi le case, infine le chiese» fu il motto che scaturì dalla Chiesa diocesana nei primi giorni dopo il sisma. Oggi come allora, la comunità ha bisogno di luoghi in cui riunirsi, dove le relazioni si intrecciano e si rinsaldano. Il tema delle strutture è ancora centrale nella Chiesa e nelle comunità.
In questo quadro, il convegno ripercorrerà l’epopea della ricostruzione, analizzando i motivi che hanno favorito la nascita e il successo del c.d. “Modello Friuli”, mai replicato altrove. Dal punto di vista ecclesiale e pastorale, la scelta di dare priorità ad altro rispetto alla ricostruzione delle chiese è segno di un’attenzione specifica alla vita delle persone, senza dimenticare, tuttavia, che la comunità ha bisogno di un luogo per incontrarsi, celebrare, raccontarsi, condividersi. L’attualizzazione partirà da riflessioni sulla destinazione di strutture ecclesiali (intese come edifici, locali, chiese, ecc.) a servizio di una comunità sempre più plurale.
Un poliedro di voci
Il convegno sarà aperto alle 15 da un’introduzione di mons. Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto. Seguirà una prima serie di interventi:
- «Il ruolo della Chiesa udinese nel recupero dell’edilizia di culto», a cura di mons. Sergio Di Giusto, direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano.
- «Il ruolo del Genio civile nella ricostruzione degli edifici di culto», a cura del dott. Federico Cempella, già provveditore alle opere pubbliche, dirigente MIT, presidente dell’associazione Genio civile.
- «Riflessioni sulla ricomposizione del Duomo di Venzone: ferite, speranza, cura», da parte dell’arch. Alessandra Quendolo.
La seconda parte sarà introdotta dalla dott.ssa Dania Nobile, conservatrice del Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine. Si approfondiranno:
- «Rilettura liturgica delle chiese costruite dopo il sisma del 1976», a cura di mons. Loris Della Pietra, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano.
- «Gemona e Venzone, due paradigmi per una ricostruzione», a cura dell’arch. Sandro Pittini, membro delle Commissioni diocesane per l’edilizia di culto di Udine e Treviso.
- «Lo sguardo della tutela: storia, struttura e funzione dell’archivio fotografico della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio (SABAP) FVG», a cura della dott.ssa Marina Sussa, archivista della SABAP FVG.
- «Pronti interventi e restauri post-terremoto a Venzone dagli archivi della SABAP FVG», a cura dell’arch. Roberta Cuttini, funzionario architetto della SABAP FVG.
I lavori si concluderanno attorno alle 18.30.
A Udine il viaggio multimediale tra le chiese ricostruite
Di tema simile, nei locali del Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo, in piazza Patriarcato n. 1 a Udine, è ancora possibile visionare l’installazione multimediale «Chiese prima e dopo il terremoto in Friuli»: un viaggio nella ricostruzione degli edifici di culto dopo il sisma del 1976.
Le immagini mostrano il cambiamento dell’aspetto architettonico esterno ed interno delle 57 chiese distrutte dai due terremoti del 1976 che furono ricostruite dall’Arcidiocesi di Udine dopo l’affidamento del loro restauro da parte dello Stato, secondo quello che fu poi denominato “modello Friuli”. Insieme a questo gruppo di chiese è possibile vedere anche un’antologia delle altre 334 il cui restauri furono condotti dalla Soprintendenza del Friuli-Venezia Giulia. Il duomo di Gemona e la parrocchiale di Venzone sono presentate anche in immagini a 360° dell’interno.
🔗 Ricostruzione delle chiese dopo il terremoto: nel museo diocesano un’installazione multimediale
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