Quattro giorni di preghiera, conoscenza e condivisione. Questo è ciò che vivrà la comunità dei diaconi dell’Arcidiocesi di Udine da mercoledì 9 a sabato 12 settembre nel Seminario di Castellerio, sede degli esercizi spirituali 2026 aperti anche alle consorti e a coloro che sono in cammino verso il diaconato.
A guidare la predicazione sarà il gesuita Andrzej Batorski, religioso polacco attualmente in servizio a Trieste. Le giornate inizieranno alle 8.45 – fin dal 9 settembre – e si concluderanno con la cena, salvo il giorno finale quando il termine è previsto prima del pranzo. Per vivere al meglio l’esperienza è richiesta la partecipazione completa.
I diaconi nell’Arcidiocesi di Udine
Attualmente sono 34 i diaconi in servizio nell’Arcidiocesi di Udine. Il più giovane tra i diaconi udinesi ha 49 anni, mentre il più anziano ha un’età di 86 anni. Il più longevo tra loro è diacono dal 1977.
Diversi diaconi prestano servizio in ospedali o case di riposo, mentre altri sono impegnati in servizi di Curia. Tutti loro, salvo rarissime eccezioni dovute all’età, fanno servizio nelle rispettive Collaborazioni pastorali, sostenendo la liturgia. A turno, i diaconi prestano servizio alle celebrazioni più solenni presiedute dall’Arcivescovo.
Pochi i diaconi udinesi ancora impegnati in un’attività lavorativa, a differenza di quanti, invece, sono in pensione; molto pochi anche coloro che vivono il celibato, mentre quasi tutti i loro confratelli hanno moglie e figli.
Chi è il diacono

Il diaconato è il terzo grado del sacramento dell’Ordine, preceduto – non in ordine temporale – dall’episcopato e dal presbiterato. Pur essendo un ministero a sé stante, per chi è in cammino verso il presbiterato – come Garzon Medina -, il diaconato è l’ultima e più importante delle “tappe” ministeriali che scandiscono il cammino. Per chi prosegue verso l’ordinazione sacerdotale si parla di diaconato transeunte, ossia “in transito” verso il grado del presbiterato.
L’ordinazione diaconale è consentita anche a uomini spostati (come nel caso di Cussigh, Morsanutto e Spanti). In questo caso, per l’accesso all’ordine sacro è vincolante il parere affermativo della consorte.
La promessa di obbedienza al Vescovo diocesano è propria dei diaconi, così come l’impegno a vivere nel celibato (elemento che non sussiste nel caso di ordinazione di diaconi permanenti già sposati, i quali non possono accedere al sacerdozio). I diaconi, inoltre, si impegnano quotidianamente a «custodire lo spirito di orazione e adempiere fedelmente l’impegno della Liturgia delle Ore».
Il ministero del diacono è sintetizzato dal Concilio Vaticano II con la triade «diaconía della liturgia, della predicazione e della carità», con cui il diacono serve «il popolo di Dio, in comunione col vescovo e con il suo presbiterio». Quindi il diacono può «amministrare solennemente il battesimo, conservare e distribuire l’Eucaristia, assistere e benedire il matrimonio in nome della Chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali (le benedizioni e altri), presiedere al rito funebre e alla sepoltura» (LG 29).
Il diacono non può celebrare la Messa: tuttavia, può presiedere una Liturgia della Parola. Nella liturgia egli si riconosce perché, a differenza dei presbiteri, veste la stola “alla maniera diaconale”, ossia di traverso. Il diacono di norma veste la dalmatica, un antico paramento riservato proprio al servizio liturgico diaconale.
Il legame tra carità ed evangelizzazione è tipico del diacono fin dalla sua ordinazione: nel rito di ordinazione diaconale, infatti, il Vangelo è consegnato nelle mani dei diaconi: questo significa che i diaconi sono chiamati a portare fra la gente la Parola seguendo il magistero dei pastori.
Diventare diaconi
Il percorso per il diaconato prevede il conseguimento dei titoli di studio in teologia, conseguibili presso l’Istituto superiore di Scienze Religiose oppure presso lo Studio teologico interdiocesano.
È necessario, inoltre, dichiarare il proprio interesse – con il consenso della moglie, se il candidato è coniugato – alla segreteria della comunità diaconale (diaconi@diocesiudine.it), al fine di iniziare il percorso di aspirandato, che prevede anche il dono dei ministeri del lettorato e dell’accolitato.
Seguirà un contatto da parte della segreteria stessa e del delegato arcivscovile per il diaconato permanente, don Federico Grosso.
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