Mons. Mazzocato agli amministratori: «Promuoviamo la prossimità costruendo un’alleanza delle coscienze»

È un forte appello alla promozione della prossimità e alla costruzione di «un’amicizia civile» fondata su «un’alleanza delle coscienze» quello lanciato dall’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nel corso del tradizionale incontro natalizio con gli amministratori e i politici friulani, tenutosi nel tardo pomeriggio di giovedì 18 dicembre nella sala Paolino d’Aquileia a Udine. 
 
Nell’anno pastorale dedicato alla virtù teologale della Carità l’Arcivescovo ha richiamato l’attenzione sul preoccupante dato che indica come, in Friuli Venezia Giulia, il 10% delle persone non riesca a mettere insieme in una giornata due veri pasti. «Aumenta il numero dei poveri, delle persone senza lavoro, delle giovani coppie che non hanno coraggio di generare figli – ha evidenziato mons. Mazzocato –. A tutto questo si deve rispondere con buone politiche, certo, ma anche con molta prossimità«. E lo sguardo dell’Arcivescovo non poteva che posarsi sul territorio e le sue comunità: «C’è ancora, nei nostri paesi, una rete fatta di volontariato, di parrocchie e caritas, di associazioni, di scuole e di centri che fanno tanto per soccorrere chi ha bisogno, per accogliere anche chi non è in grado di pagare rette o di reggere se stesso. Questa rete sociale è la più importante forma di previdenza che una società possieda, anche perché affonda le sue radici non in una legge dello Stato o in una struttura istituzionale, ma sul senso di prossimità come dovere civico e cristiano che ha fondato la civiltà occidentale». Reti dunque da valorizzare e sostenere perché «prevengono molti mali e soccorrono molte povertà» e «l’aiuto dato a queste reti e ai soggetti che le costituiscono non è tolto alla previdenza e alle prerogative della politica e dello Stato, anzi, è un ottimo investimento e spesso addirittura un risparmio per la stessa pubblica amministrazione».

Un pensiero particolare l’Arcivescovo lo ha poi rivolto ai nuovi amministratori – sindaci, assessori e consiglieri – eletti nella tornata delle amministrative dello scorso maggio, offrendo loro «disponibilità al dialogo e alla collaborazione», soprattutto in un momento che «chiede di serrare le fila e di mettere assieme tutte le risorse umane, strutturali, economiche che abbiamo a disposizione». «Per collaborare assieme in modo efficace è importante una sintonia sulle motivazioni morali che sostengono il nostro servizio alle persone» ha aggiunto mons. Mazzocato evidenziando anche che ritrovarsi «uniti nelle convinzioni più profonde può generare una amicizia civile che va oltre la diversità dei ruoli, degli schieramenti o di altre, pure legittime, diversità», da qui la costruzione di «un’alleanza delle coscienze che condividono valori fondamentali e l’onesta volontà di attuarli con iniziative concrete a beneficio dei propri fratelli». Un contributo concreto «a intessere un’alleanza di coscienze tra futuri amministratori del bene comune» – ha ricordato l’Arcivescovo – viene anche dalla Chiesa udinese grazie all’avvio della Spes, la Scuola di Politica ed Etica sociale che sta muovendo i suoi primi passi con grande successo.

 
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