«Santa Maria del castello. L’antica pieve di Udine». Questo il titolo del pregiato volume curato da Cesare Scalon e Gianpaolo Trevisan che l’Istituto Pio Paschini per la storia della Chiesa in Friuli presenterà venerdì 30 ottobre alle 17.30 proprio nella chiesa situata in cima al colle udinese. Edita dallo stesso Istituto Paschini e da Gaspari Editore, questa pubblicazione è la terza della collana dedicata ai “Monumenti del Patriarcato aquileiese”, comprendente anche i volumi sulla chiesa di San Francesco e sul Duomo di Udine. La presentazione avviene a un anno di distanza dalla riapertura al culto della pieve, avvenuta nell’ottobre 2025 dopo una chiusura di nove anni dovuta al suo completo restauro.
Alla presentazione del volume sarà presente l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, che aprirà l’evento unitamente al parroco mons. Luciano Nobile e al presidente dell’Istituto Pio Paschini per la storia della Chiesa in Friuli, prof. Cesare Scalon. Seguiranno gli interventi di mons. Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto, del prof. Luca Mor dell’Istituto Pio Paschini e del dott. Fabio Franz, conservatore dei Civici musei di Udine. A moderare la presentazione sarà la dott.ssa Anna Piuzzi, giornalista de La Vita Cattolica.
L’evento sarà allietato dai canti della Schola Aquileiensis diretta dal maestro Claudio Zinutti.
Il volume: dodici contributi e una splendida rassegna fotografica
Il volume, come i due precedenti della medesima collana, si apre con uno splendido repertorio fotografico di Luca Laureati che accompagna visivamente il lettore alla scoperta dei tesori artistici nascosti in questa chiesa. Seguono, poi, interventi che spaziano dalla storia all’arte, dall’architettura allo studio iconografico. Le firme sono le più autorevoli: Angela Borzacconi, Flavia De Vitt, Andrea Guerra, Vieri Dei Rossi, Mara Mason, Cristina Guarnieri, Sara Turk Marolt, Sandro Piussi, Giuseppina Perusini e Maria Beatrice Bertone. Oltre, ovviamente all’apporto dei curatori Cesare Scalon e Gianpaolo Trevisan.
La ricerca si è svolta in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria Annunziata nella Chiesa Metropolitana di Udine e, per quanto riguarda gli aspetti propriamente scientifici, con il Dipartimento di Studi Umanistici (DIUM) dell’Università degli Studi di Udine. La pubblicazione del volume è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto «Identità Culturale del Friuli (ICF)», dalla Fondazione Friuli e dalla Banca di Udine.
La chiesa di Santa Maria in castello, la più antica di Udine
L’aspetto attuale della chiesa di Santa Maria del castello risale ai primi decenni del XII secolo, ma quello esistente non è il primo edificio sacro presente in loco: alcuni frammenti lapidei rinvenuti durante i restauri del 1928-30, infatti, datano la chiesa all’VIII secolo, in epoca longobarda. Già in alcuni documenti del XII secolo la chiesa è citata quale plebs Utini, la pieve matrice di Udine, mentre è nel basso medioevo che si trova consolidata la denominazione “Sancte Marie de castro” con cui oggi la appelliamo.
La chiesa ospita al suo interno importanti affreschi di epoche diverse, frammentari, ma determinanti per la storia artistica del medioevo non solo friulano. Nell’abside maggiore, in particolare, le scene dedicate alla morte di Maria e alla sua successiva Assunzione e Incoronazione sono un’importante testimonianza di cultura giottesca del quarto decennio del XIV.
Dopo il rovinoso terremoto del 26 marzo del 1511, la facciata fu rifatta da Gaspare Negro all’inizio del Cinquecento, mentre il campanile, iniziato dallo stesso Negro forse al posto di una delle torri della cinta muraria, fu concluso da Giovanni da Udine nel 1539. Esso è sormontato da un angelo girevole con l’indice puntato nella direzione dei venti; con i suoi 43 metri di altezza, dall’alto della collina del castello domina la vasta pianura friulana ed è uno dei simboli più rappresentativi della città di Udine. Il restauro del 2011 ha ripristinato la doratura che ornava l’angelo fin dall’origine.
La sede plebanale di Udine aveva giurisdizione su un territorio corrispondente, nei riferimenti odierni, a un’area che andava da Modoletto a nord fino a Lumignacco a sud, dal confine naturale del torrente Torre a est fino a Pasian di Prato a ovest.
Oggi la chiesa è parte della Parrocchia di Santa Maria annunziata nella chiesa Metropolitana, la cui sede è il duomo cittadino.
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