Domenica 27 settembre una Santa Messa nella Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato

«Anche uno solo di questi bambini» è il tema della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che la Chiesa celebra il 27 settembre. L'arcivescovo mons. Riccardo Lamba celebrerà una Messa assieme alle comunità etniche presenti nel territorio diocesano.

In occasione della 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che la Chiesa celebra domenica 27 settembre, l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba presiederà la Santa Messa per le comunità cattoliche etniche presenti nel territorio diocesano. Appuntamento lo stesso giorno, domenica 27 settembre, alle ore 12 nella chiesa del Sacro Cuore a Udine.

La Chiesa universale dedica da oltre un secolo questa giornata alla riflessione e alla preghiera per la “Chiesa in mobilità”, una realtà che nel mondo attuale conta circa 300 milioni di persone costrette o impegnate a migrare a causa di lavoro, guerre, miseria, carestie e discriminazioni.

 

Excursus storico: la pastorale dei migranti nell’Arcidiocesi di Udine

Nell’Arcidiocesi di Udine, a partire dal primo dopoguerra, questa ricorrenza è stata a lungo dedicata ai numerosi emigranti friulani e ai sacerdoti che li seguivano in Europa e nelle Americhe. Il terremoto del 1976 ha poi segnato un’inversione di tendenza, rallentando i flussi in uscita fino al 2008, anno in cui è ripresa una forte emigrazione giovanile verso il resto d’Europa. In parallelo, il territorio ha vissuto l’evoluzione dei flussi in ingresso: il 1990 ha visto l’arrivo della storica comunità albanese a seguito del crollo del regime comunista.

Negli anni successivi, l’immigrazione è diventata strutturale con l’arrivo di comunità polacche, rumene, nigeriane, ghanesi, ivoriane, etiopi, kosovare, armene, brasiliane, filippine, cinesi e, in ultimo, ucraine fuggite dalla guerra e peraltro già presenti grazie a numerose assistenti familiari.

Per rispondere a questa realtà, nel 2010 l’allora arcivescovo mons. Mazzocato ha riformato l’ufficio diocesano Migrantes, orientandolo non più solo ai friulani all’estero ma anche all’accoglienza delle comunità cattoliche immigrate, garantendo loro chiese di riferimento e sacerdoti madrelingua. In un’ottica ecumenica, l’ospitalità è stata estesa anche ai luoghi di culto per le altre confessioni cristiane. Oggi l’arcivescovo Lamba ha intensificato questa azione, mettendo in sinergia l’Ufficio Migrantes, la Caritas diocesana e l’Ufficio per l’ecumenismo.

Il territorio, dunque, non parte da zero: l’accoglienza dei migranti cattolici è già viva grazie a lodevoli iniziative diffuse da anni in moltissime parrocchie. La sfida attuale consiste nel mettere in rete queste esperienze per assicurarne la continuità nel tempo e individuare figure di riferimento capaci di operare anche a livello diocesano. L’invito a partecipare è aperto a tutti: ai migranti cattolici, agli operatori, alle persone di buona volontà e a quanti condividono il quotidiano percorso di accoglienza nelle nostre comunità.

🔽 Locandina della Messa del 27 settembre

🔗«Anche uno solo di questi bambini», Messaggio del Santo Padre per la GMMR

🔗 Sussidio liturgico (tratto da: “Migranti Press” Speciale GMMR 2026)

 

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