C’è una promessa che da oltre due secoli, precisamente dal 1804, attraversa le generazioni e ogni settembre torna a prendere la strada della montagna. È il pellegrinaggio che da Sappada conduce a Maria Luggau, in Carinzia, al Santuario della Madonna Addolorata.
Il programma
Sabato 19 e domenica 20 settembre la comunità sappadina rinnoverà ancora una volta questo antico voto. Ma il cammino parte già giovedì 17 da Forni di Sopra, facendo tappa la sera a Sauris di Sopra. Venerdì 18 la tappa, sempre in preghiera, fino a Sappada.
Sabato 19 settembre, alle ore 3 inizio del pellegrinaggio da Cima Sappada, chiesa di Sant’Osvaldo con il Santissimo esposto, canto e si prosegue con la recita del Rosario. Alle 6, arrivo al Rifugio Calvi, alle 8.30 al Rifugio Hochweissteinhaus, alle 11.30 Santa Messa in Frohne, alle 14 arrivo a Maria Luggau, incontro con il Priore e prosecuzione verso la Basilica al canto delle litanie. Sistemazione, pranzo e riposo, prima delle confessioni in chiesa e dell’Adorazione con la comunità di Maria Luggau.
Domenica 20 settembre, alle 7.45 Santa Messa dei pellegrini e alle 9 la ripartenza. Alle 10.30 in Frohne si ricompone il corteo e si prega. Alle 16 al bivio delle Sorgenti del Piave si ricompone la processione con preghiera, alle 18 presso l’ex mulino sotto Cima Sappada, incontro con i parrocchiani e si procede pregando lungo le borgate sappadine. Alle 19 arrivo alla chiesa parrocchiale, Esposizione, saluti e canto del Te Deum.
Lunedì 21 settembre, alle 7 Santa Messa nella chiesa di S. Margherita, saluto e pensiero di meditazione. Subito dopo si parte in corteo verso il Passo Siera, accompagnati dai sappadini fino al Piave. Alle 18, pensiero di meditazione. Si riforma il corteo fino alla chiesa di S. Osvaldo a Sauris di Sotto. Alle 19 il Canto del Te Deum e la benedizione solenne.
Martedì 22 settembre, alle 8 nella chiesa di San Lorenzo a Sauris di Sopra saluto dei pellegrini in partenza per Forni di Sopra. Alle 18 Santa Messa nella chiesa della Madonna della Salute a Forni di Sopra.
Ad accompagnare i pellegrini ci saranno i parroci mons. Pietro Piller e don Gianluca Molinaro.
Al centro della riflessione e della preghiera, ancora una volta il tema della pace.
Le origini
Le origini del pellegrinaggio risalgono al 1804, quando una grave pestilenza colpì il bestiame della valle, mettendo a rischio la vita stessa delle famiglie, fortemente dipendenti dall’allevamento. I sappadini si rivolsero alla Madonna di Maria Luggau e promisero di recarsi ogni anno al suo Santuario.
Da allora sono cambiate epoche, persone e confini, ma quella promessa è rimasta viva. La storia del pellegrinaggio ha conosciuto però anche dolorose interruzioni, in particolare quelle della guerra.
La ripresa oltre confine arrivò nel 1961, grazie anche all’impegno del parroco don Tarcisio Lucis, che riuscì a ottenere dalle autorità di frontiera di Tolmezzo il permesso per il passaggio.
Non fu ancora un ritorno alla normalità: i controlli erano rigidi e la situazione politica rendeva complesso attraversare alcuni valichi. Don Dionisio Mateucig ne valorizzò la dimensione comunitaria e contribuì a migliorarne l’organizzazione.
Nel 1985, per il 25° anniversario della ripresa, Maria Luggau accolse una celebrazione particolarmente significativa, alla presenza dell’arcivescovo di Udine mons. Alfredo Battisti, del vescovo di Klagenfurt Egon Kapellari e dei sindaci delle due comunità. Un’immagine potente di un pellegrinaggio che, dopo guerre e frontiere, era diventato segno di incontro tra Chiese e popoli.
Negli anni successivi il cammino si aprì ulteriormente alle comunità vicine. Da Sauris e Socchieve arrivarono nuovi pellegrini, accompagnati da mons. Pietro Piller, che ebbe un ruolo importante nello sviluppo del pellegrinaggio a piedi, insieme all’esperienza dei parroci don Roberto Freschi e don Pietro Romanello.
Nel Giubileo del 2000 furono 511 i pellegrini a piedi, ai quali si aggiunsero circa un centinaio di persone giunte con altri mezzi. Nel 2004, per il bicentenario, una celebrazione solenne a Maria Luggau e un dipinto di Arrigo Poz, raffigurante i due campanili di Sappada e Luggau, ricordarono i due secoli di storia condivisa.
Il pellegrinaggio oggi
Oggi il pellegrinaggio continua ad avere un significato che va oltre la fatica dei circa 64 chilometri complessivi.
Oggi non si chiede più alla Madonna soltanto la protezione dei propri armenti. Si affidano le famiglie, i giovani, le fragilità, le preoccupazioni e soprattutto la pace. La strada è la stessa, ma cambiano le persone e le intenzioni.
