Agosto, un mese di celebrazioni speciali
Si inizia martedì 4 agosto con la Santa Messa presieduta dal card. Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e cardinale protodiacono. L’orario della Messa è in definizione (tuttavia sarà alle 11 o alle 12).
Nei venerdì 7, 14 e 21 agosto, il Santuario ospiterà tre veglie di preghiera con adorazione eucaristica con inizio alle ore 20.30. Venerdì 14 agosto, vigilia della solennità dell’Assunzione della B.V. Maria, la veglia sarà preceduta dal Santo Rosario alle ore 20, cui farà seguito la processione nottura con l’effigie della Vergine del Lussari.
Domenica 16 agosto la Messa delle 11.00 sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Riccardo Lamba.
Inoltre, tutto il mese di agosto nel Santuario sarà esposta una reliquia di San Carlo Acutis, recentemente canonizzato. Si tratta di uno dei più giovani santi riconosciuti dalla Chiesa Cattolica.
Gli orari delle Messe nel Santuario del Lussari
Ogni giorno (festivo o feriale) nel Santuario si può celebrare la Messa alle ore 10, 11, 12 e 16. A queste si aggiungono eventuali celebrazioni per gruppi, da concordare con il rettore del Santuario, don Ennio Gobbato (info@lussari.eu).
Nel mese di settembre 2026 non ci sarà la Messa delle 16.
Raggiungere il Santuario
La quota 1.790 metri del Monte Lussari si può raggiungere in diverse modalità:
- A piedi dal Sentiero del pellegrino, con partenza da Camporosso, parcheggio della cabinovia del Monte Lussari. Dislivello: 970 metri. Stima di percorrenza: 3 ore.
- A piedi dalla strada forestale, con partenza da Valbruna (nei pressi dell’agriturismo Prati Oitzinger). Dislivello: 870 metri. Stima di percorrenza: 2 ore e 45 minuti.
- In telecabina, con partenza da Camporosso, parcheggio apposito. Il servizio, a pagamento, è attivo come segue:
- Da lunedì a sabato la cabinovia è in funzione dalle 9 alle 17.15
- Nei venerdì di agosto la chiusura è posticipata alle 23
- Nei giorni festivi di agosto la cabinovia è in funzione dalle 8.30 alle 18.15
Oltre sei secoli di devozione. La storia
Nel 1360 un pastore di Žabnice, l’attuale Camporosso, trovò sui pendii del monte una statuetta della Madonna con il Bambino. Meravigliato, l’uomo portò immediatamente a valle l’icona, consegnandola al parroco. Il giorno seguente, però, la statua non era più in canonica e fu rinvenuta nuovamente nei pascoli sovrastanti il villaggio. Il ripetersi dello stesso episodio spinse gli abitanti a costruire una cappella sul luogo di ritrovamento della statuetta.
Negli anni seguenti, iniziando a intensificarsi i pellegrinaggi di genti provenienti dalle vallate circostanti, al posto della cappella fu eretta una chiesa; l’edificio fu distrutto a fine XVIII secolo sotto le spinte illuministe dell’imperatore asburgico Giuseppe II.
Riedificato e dotato di canonica e foresteria, nel ventesimo secolo il santuario si trovò sulla linea del fronte del primo e del secondo conflitto mondiale: si ricorda, in particolare, il bombardamento del 1915 che distrusse completamente la chiesa e il borgo, preservando però la statua della Vergine.
Riedificato nuovamente, il santuario oggi ospita pregevoli affreschi biblici e storici a opera del pittore sloveno Tone Kralj. Oltre alla statua della Vergine, sono significative le presenze delle icone dei Santi aquileiesi Ermacora e Fortunato – Patroni del Friuli-Venezia Giulia – e dei Santi Cirillo e Metodio, evangelizzatori delle “genti slave” e compatroni d’Europa. Un Santuario, insomma, che data la sua collocazione è punto di incontro di diverse lingue e culture, un luogo in cui affidare alla Vergine Maria la pace tra i popoli.
Un frammento di storia: Benedetto XVI e la Madonna del Lussari
Nel 2010 la piccola effigie di Maria venerata al Santuario dei Tre Popoli fu portata in Vaticano, accanto a Benedetto XVI. L’occasione fu la chiusura delle celebrazioni per il 650° anniversario della fondazione del Santuario e allora, la statua della Vergine fu portata fino a Roma per il 60° compleanno del locale Fogolâr furlan, accompagnando anche l’Udienza generale di mercoledì 10 novembre in Vaticano.
Quel giorno, davanti a ottomila persone provenienti da ogni angolo del mondo e radunate nella aula Nervi, poco prima delle dieci e mezza Papa Benedetto XVI entrò e si avviò alla sede. Prima di iniziare la consueta catechesi, si fermò e si inchinò davanti alla Vergine del Lussari, allo stesso modo in cui, da secoli, usano fare i pellegrini friulani e sloveni, austriaci e tedeschi.
Nella circostanza, mons. Dionisio Mateucig – storico rettore del santuario dei tre popoli – raccolse da Benedetto XVI una confidenza riportata, poi, da “La Vita Cattolica”: «Il Papa disse di conoscere il Santuario del Lussari e di averlo visitato nel 1966», riferì. Lo stesso mons. Mateucig riportò di aver «fatto benedire dal Papa un rosario, che da ora in poi onorerà la statua della Madonna». Oggi il rosario è lassù, sul Lussari, e con esso il ricordo di quel Papa che parlava una delle lingue che circondano il Monte santo.
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