Nelle “Notti di Nicodemo” si prega tutta la notte per le vocazioni

L'ultimo appuntamento dell'anno con le "Notti di Nicodemo", in seminario a Castellerio, permetterà di pregare tutta la notte chiedendo al Signore il dono di nuove vocazioni, particolarmente al sacerdozio. Appuntamento venerdì 15 maggio.

Ultimo appuntamento con il ciclo di preghiera delle “Notti di Nicodemo”. E sarà un incontro dal sapore speciale, per diversi motivi. Venerdì 15 maggio, alle 20.30, la chiesa del seminario di Castellerio ospiterà il consueto momento di spiritualità per adolescenti e giovani, che per l’occasione avrà per tema «Chiamati per nome».

Ci sono motivi particolari che rendono speciale questa ultima “Notte di Nicodemo”: essa, infatti, si celebrerà con un’intenzione particolare per le vocazioni. Per l’occasione il seminario sarà disponibile ad accogliere chiunque vorrà sostare in preghiera lungo la notte, concludendo la preghiera alle 7.30 del mattino di sabato 16 maggio con la benedizione eucaristica, la preghiera delle Lodi e la colazione insieme. La prima parte della veglia si concluderà – come di consueto – alle 21.45 circa, ma sarà possibile sostare tutta la notte davanti a Gesù eucaristia. La foresteria del seminario sarà disponibile, quindi, ad accogliere chi desidera pernottare a Castellerio (prenotazioni al n. 388-8927158).

 

Il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

Nel messaggio per la 63ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (celebrata lo scorso 26 aprile), Papa Leone XIV ha proposto una riflessione centrata sulla vocazione come «dono gratuito di Dio» che cresce nel tempo attraverso la relazione personale con Cristo. Il tema scelto, «La scoperta interiore del dono di Dio», richiama infatti l’urgenza di recuperare interiorità, silenzio e contemplazione in una società dominata dal rumore e dalla superficialità.

Gesù – per Papa Leone – è il “pastore bello” che affascina l’uomo e rivela il senso pieno della vita. Tuttavia, questa bellezza non può essere colta solo esteriormente, ma richiede «contemplazione e interiorità». Per questo Leone XIV invita la Chiesa a ripensare la pastorale vocazionale mettendo al centro la vita interiore e l’ascolto di Dio.

Secondo il Santo Padre, ogni vocazione nasce dall’esperienza concreta di un Dio che ama. La preghiera quotidiana, il silenzio, la meditazione della Parola e la vita sacramentale permettono di riconoscere la chiamata divina. Il Papa insiste sul fatto che Dio continua a parlare nel cuore umano «nonostante il rumore talvolta assordante del mondo».

Ai giovani rivolge quindi un’esortazione diretta: ascoltare la voce del Signore che invita a una vita “piena” e “realizzata”, capace di mettere a frutto i propri talenti anche attraverso fragilità, crisi e cadute. La vocazione, infatti, non è una realtà statica né qualcosa di acquisito una volta per tutte, ma un processo dinamico di maturazione». Cresce nell’intimità con Gesù, nell’azione dello Spirito Santo e nella rilettura della propria esperienza alla luce del dono ricevuto.

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