«Si tratta di un momento importante di preghiera – sottolinea il responsabile della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e il dialogo, Marco Soranzo –, in cui le tre Chiese si incontreranno per il riconoscimento dell’unità cristiana, e ancor più significativo per il fatto che ci si incontrerà a livello di popolo: è il popolo di Dio che si trova, insieme ai suoi pastori, a pregare insieme come segno di accoglienza e fraternità».
«Dobbiamo guardare innanzitutto alle cose che ci uniscono – prosegue Soranzo –, non alle differenze dei riti o delle tradizioni: la fede in un unico Dio è un grande punto di incontro; il riconoscersi nella Bibbia, pur con delle differenze, è un punto di riferimento comune. Il dono della Parola di Dio è ciò che ci unisce. Siamo tutti chiamati, come indica il tema proposto quest’anno dalla Chiesa lettone per la Settimana, ad annunziare le opere meravigliose di Dio, a maggior ragione in questo anno particolare: l’Anno Santo della Misericordia. Come il Papa ci ricorda, la misericordia viene da Dio, noi dobbiamo accoglierla con un cammino penitenziale e di riflessione, ma anche di apertura verso gli altri».
Nella foto, un momento dell’incontro ecumenico del 2015.
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