Proprio nella chiesa udinese della B.V. del Carmine – in una preziosa ara trecentesca (nella foto in alto) – sono conservate le spoglie del Beato (raffigurato, invece, nell’immagine in basso). La celebrazione eucaristica sarà partecipata da tanti parrocchiani e devoti del grande missionario, sacerdoti, religiosi e religiose, laici provenienti dalla città, da Padova, Pordenone, Gemona, Cividale, Porpetto, comunità queste ultime del Friuli che hanno visto la presenza documentata di Odorico prima della sua partenza. Saranno inoltre presenti anche rappresentanze delle comunità indiana, filippina e cinese, paesi dove frate Odorico ha svolto la sua opera di evangelizzazione.Da sempre per la comunità cristiana del Carmine la memoria del Beato Odorico – che come noto fu un importante missionario in Cina – riveste un significato del tutto particolare «perché – spiega il parroco, don Giancarlo Brianti – diventa occasione di verifica e stimolo ad essere Chiesa missionaria, aperta, in uscita. Capace di incontrare persone e culture provenienti da altri paesi nel segno dell’accoglienza e della fraternità; di portare il Vangelo come bella notizia dell’amore di Dio per tutti, vicini e lontani;
di leggere il territorio per cogliere i segni dei tempi che la fanno crescere nella fedeltà a Gesù e nella testimonianza cristiana. Dunque un punto di riferimento per la pastorale parrocchiale e per l’identità del suo essere chiesa nel borgo e nella città».
di leggere il territorio per cogliere i segni dei tempi che la fanno crescere nella fedeltà a Gesù e nella testimonianza cristiana. Dunque un punto di riferimento per la pastorale parrocchiale e per l’identità del suo essere chiesa nel borgo e nella città».È poi un anno speciale il 2015 «perché – spiega ancora don Brianti – entriamo nel triennio preparatorio del 7° centenario del viaggio odoriciano. La nuova immaginetta, con antica preghiera, preparata per la festa di quest’anno (si tratta di un acquerello su cartoncino, opera di Giuseppe Riva, Bergamo, 1861- 1948, e conservato nel convento del Santo a Padova) vuole esplicitare questo cammino di avvicinamento: Odorico, in un dipinto inedito, tiene in mano la scritta “Itinerarium”, in riferimento sia al suo viaggio in Oriente sia alla relazione che raccoglie il resoconto del suo viaggio che lui dettò al frate Guglielmo di Solagna».
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