Partendo dal passo del Vangelo, la parabola del servo perdonato dal padrone, ma incapace di perdonare a sua volta un proprio creditore, mons. Mazzocato ha affermato che il peccato più grave evidenziato da questo brano è la durezza del cuore. «Papa Francesco – ha proseguito l’Arcivescovo – ci h ricordato che oggi uno dei peccati più grossi è l’indifferenza». E indifferenza significa non fare attenzione alle persone che soffrono accanto a noi, oppure selezionare, in base al proprio tornaconto, quelle di cui occuparci, oppure ancora rispondere alle offese. Tutti peccati che derivano dall’avere il cuore duro. «Chi ha il cuore duro – ha continuato l’Arcivescovo – non sa ringraziare Dio, non sa soffrire con chi soffre, avere compassione di chi ha bisogno, non sa perdonare».
Di qui l’invito ai giovani presenti a fare un esame di coscienza proprio su questo peccato. In tanti poi si sono confessati con i numerosi sacerdoti a disposizione. Al termine la richiesta di perdono comunitaria dopo la quale, come proposto dal direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile,don Maurizio Michelutti, di presenti hanno scritto il nome della persona di cui si sono impegnati a perdonare il torto subito su un post-it, poi attaccato su un cartellone.
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