Don Giovanni Driussi nuovo parroco di Campeglio, Raschiacco e Valle

«È un momento di vera grazia per la comunità – ha detto mons. Livio Carlino, vicario foraneo di Cividale che ha presieduto la Santa Messa in una gremitissima chiesa dedicata a San Michele Arcangelo a Campeglio – che oggi assiste ad un passaggio di testimone in un luogo che non è fatto solo di mura, ma è fatto di preghiera e d’incontro tra Dio, i sacerdoti e la comunità che rappresentiamo il corpo di Cristo salito sulla croce, morto  e poi risorto per essere vivo sempre nella Chiesa».

Mons. Carlino ha voluto ringraziare con parole di profondo affetto don Cozzi «per il servizio svolto con profonda dedizione nei confronti della comunità e per la testimonianza della sua profonda fede che ha sempre saputo esprimere con bontà e semplicità».

Quindi, il Vicario foraneo – che in apertura di celebrazione ha letto l’Atto di nomina per il nuovo parroco, firmato dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato – si è rivolto a don Driussi: «A lui auguriamo di essere veramente un pastore che abbia sempre davanti null’altro che Cristo crocifisso e risorto, come ci insegna San Paolo Apostolo».

Durante la celebrazione – che ha registrato momenti di grande emozione in tutta la comunità, oltre che nel parroco che ha lasciato «le consegne» e in colui che si appresta a guidare anche queste comunità che, sommate alle Parrocchie di Faedis, sono in tutto 19 –, è stato letto anche il messaggio personale che l’Arcivescovo ha voluto inviare ai due pastori. Di don Cozzi – che continuerà a vivere a Campeglio, accolto nella casa di Pierina Sanavia (e di sua madre Maria), direttrice del locale Consiglio pastorale che assiste il sacerdote ritiratosi a causa di una malattia –  ha voluto sottolineare «la stima che ha sempre raccolto tra i parrocchiani per la sua profonda fede, a cui ha aggiunto un cuore attento e sensibile.

Continuate a volergli bene – ha esortato mons. Mazzocato – come lo si vuole ad un anziano padre». Un ulteriore appello alle comunità parrocchiali è arrivato dall’Arcivescovo «affinché don Giovanni trovi in mezzo a loro un aiuto. Se si mettono assieme le forze – queste le sue parole – si può fare tanta strada insieme».

«Quante ne abbiamo fatte con l’aiuto del Signore – ha detto un commosso don Cozzi, rivolgendosi ai suoi parrocchiani che la seppur grande chiesa di Campeglio non è riuscita a contenere –; vi invito a continuare a rallegravi nel Signore e mi pento per tutto quello che non sono stato capace di fare. Vi stringo tutti a me – ha proseguito – per “dirvi” il mio affetto, la mia riconoscenza e la mia stima».

«Spero di essere qui per continuare l’opera di don Cozzi – ha affermato don Driussi –; mi auguro che la sua generosità e umiltà diventino il mio progetto di vita in mezzo a voi. Oggi con voi la famiglia si fa più grande e forte, al pari di una locomotiva che corre veloce verso Dio. Non chiedetemi altro che io vi parli di Lui, vera Sapienza e motivo per cui siamo in questa chiesa. Chiedo a don Luigi – ha aggiunto – di continuare la sua opera in mezzo a noi attraverso la preghiera che salva le anime».

La direttrice del Consiglio pastorale Sanavia ha voluto poi ricordare le numerose opere materiali che hanno potuto vedere la luce grazie a don Luigi; e anche quelle spirituali, con un’attenzione rivolta sempre a tutti «in particolare ai bambini, agli anziani e agli ammalati».

A don Giovanni la promessa di essere una comunità «che si metterà in ascolto e non mancherà di essere impegnata a fianco del suo pastore, soprattutto per indicare la retta via alle nuove generazioni». Anche gli Alpini – che hanno la loro sede proprio di fronte alla chiesa di Campeglio – hanno voluto ringraziare don Luigi, attraverso le parole del rappresentante Massimiliano Grudina, «per aver saputo essere un prezioso esempio di un uomo che ha saputo mettere al centro della propria vita la fede». Le penne nere hanno dato il benvenuto al nuovo parroco «ricordando che la porta degli Alpini è sempre aperta per qualsiasi collaborazione».

Infine, il saluto del sindaco di Faedis, Claudio Zani, che ha sottolineato «l’impegno e la disponibilità non comuni di don Cozzi, sempre capace di ascoltare e amare tutti», e ha assicurato a don Driussi «la piena collaborazione dell’Amministrazione comunale, affinché vi sia un’alleanza dove i valori fondanti di una comunità possano trovare condivisione».

Alla Santa Messa era presente una numerosissima rappresentanza delle sezioni del Friuli-Venezia Giulia dell’Associazione italiana della Polizia di Stato che 26 anni fa ha donato alla chiesa di Campeglio l’imponente mosaico di San Michele Arcangelo – realizzato dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo – che si innalza dietro l’altare.

 
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