Grande emozione a Pradamano per l’ingresso del nuovo parroco don Maurizio Stefanutti

Era gremita di fedeli la chiesa di Pradamano per l’ingresso del nuovo parroco don Maurizio Stefanutti, la celebrazione eucaristica è stata presieduta domenica 11 gennaio dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Durante l’omelia l’Arcivescovo ha preso le mosse dalla ricorrenza del Battesimo di Gesù, come si legge sul sito del settimanale diocesano «la Vita Cattolica», mons. Mazzocato ha infatti sottolineato come: «Battezzare vuol dire essere messi dentro, immersi nell’acqua. Gesù riceve lo Spirito Santo, ne è immerso per donarlo all’umanità. Il Battesimo di Gesù ricorda il nostro Battesimo, nel quale abbiamo ricevuto l’acqua e lo Spirito Santo che ci fa vivere come Gesù. E vivere come Gesù significa amare come lui. Noi con le nostre forze non possiamo riuscirci”. Da soli, infatti, gli uomini non sono capaci di amare. «Chissà perché non ci riusciamo? – si è chiesto l’Arcivescovo -. E a volte non ci riusciamo in maniera tragica, come abbiamo visto in questi giorni a Parigi. Che senso ha quello che è successo a Parigi? Nessun senso, se non la dimostrazione che nel cuore dell’uomo c’è il demonio. E allora Gesù ci battezza con l’acqua e lo Spirito Santo  per darci la forza di contrastare il male e di essere capaci di amare. Questi sono i cristiani. Quando si ama si crea una comunità. Quando non si è capaci di amare, il demonio fa la sua operazione più grande, cioè dividere”. Evitare le insidie del demonio “è il cammino che Gesù ci chiede di fare».

Mons. Mazzocato ha poi chiesto «una grazia speciale per don Maurizio che ha accettato di guidare le comunità di Pradamano e Lovaria. Lui ha ricevuto lo Spirito due volte, nel Battesimo e anche quando è diventato sacerdote. È chiamato ad essere in mezzo a voi, come parroco, il buon Pastore, che accompagna tutti come un solo gregge. Chiedo questa grande grazia per lui. Dopo aver ricevuto l’acqua e lo Spirito Santo nel Battesimo, ha nuovamente ricevuto lo Spirito Santo nel giorno dell’ordinazione sacerdotale per essere tra voi rappresentante del Vescovo, che a sua volta è il rappresentante di Gesù, il Buon Pastore, per creare la grande famiglia dei figli di Dio uniti dalla fraternità. Ed essere fratelli, per i cristiani, significa amare senza aspettare che cominci l’altro. Comincio io. Non aspetto che l’altro sia simpatico. Comincio io. Non aspetto che l’altro mi aiuti, comincio io».

 

Sul sito del settimanale diocesano «la Vita Cattolica» (a questo link) è inoltre possibile guardare la fotogallery della celebrazione.

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