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Il cammino educativo comunitario   versione testuale

Come il chiamato al sacerdozio può valorizzare al meglio l'esperienza del seminario per diventare un "pastore secondo il cuore di Gesù?"


Da “La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana” - Orientamenti e norme per i seminari della Conferenza Episcopale Italiana (2006)

 

57. «Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che volle ed essi andarono da lui. Ne costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni». Gesù, dopo aver scelto i suoi apostoli, «chiede loro un “tempo” di formazione destinato a sviluppare un rapporto di comunione e di amicizia profonde con se stesso. Ad essi riserva una catechesi più approfondita rispetto a quella della gente e li vuole testimoni della sua silenziosa preghiera al Padre»: avendolo conosciuto più intimamente, potranno poi rendergli testimonianza di fronte al mondo. Lo stare con lui, permette inoltre ai Dodici di vivere tra loro una singolare esperienza di vita in comune, nell’accoglienza e nel servizio reciproco, nella disponibilità a lavarsi i piedi gli uni gli altri: avendo sperimentato la gioia e la fatica della comunione, potranno diventare le guide delle nuove comunità cristiane. La consuetudine di vita con Gesù allena infine gli apostoli a prendersi cura del suo gregge, specialmente dei peccatori, dei malati, dei poveri e dei bisognosi: avendo condiviso la sua compassione per le folle stanche e sfinite, come pecore senza pastore, potranno poi ripresentarne l’opera risanatrice e rigeneratrice.

 

58. Anche oggi la Chiesa ritiene necessario per i futuri presbiteri un tempo di vita comune per stare con Gesù e con i fratelli nella consapevolezza della comune chiamata. È l’esperienza del seminario, il cui senso più profondo è vivere al seguito di Gesù Buon Pastore in un contesto di comunione fraterna, al modo degli apostoli, lasciandosi conformare e assimilare a lui, sotto la guida dello Spirito Santo, per essere mandati poi a raccogliere, pascere e ricondurre al Padre il suo gregge.

 

60. «Il seminario è, in se stesso, un’esperienza originale della vita della Chiesa […]. Già sotto il profilo umano, [esso] deve tendere a diventare una comunità compaginata da una profonda amicizia e carità, così da poter essere considerata una vera famiglia che vive nella gioia. Sotto il profilo cristiano, […] si deve configurare come “comunità ecclesiale”». Il seminario non è dunque solo un’istituzione funzionale all’acquisizione di competenze teologiche e pastorali o un luogo di coabitazione e di studio. È anzitutto una vera e propria esperienza ecclesiale, una singolare comunità di discepoli, chiamata a ripresentare il mistero del Signore Crocifisso e Risorto e a vivere una speciale consuetudine di vita con lui e con gli altri “chiamati”, per verificare e far maturare i tratti specifici della sequela apostolica. Il legame di questa particolare comunità con il Vescovo e il suo presbiterio si realizza primariamente mediante il ministero del rettore e degli altri educatori che con lui collaborano per la formazione dei seminaristi.

 

61. In special modo, il seminario «si presenta come una comunità educativa in cammino […]. In realtà, una prolungata e intima consuetudine di vita con Gesù viene presentata nei Vangeli come necessaria premessa al ministero apostolico». […].

 
 
 

La comunità del Seminario è un dono

 

L’ingresso in Seminario è determinato da una scelta presbiterale sufficientemente motivata e orientata alla diocesi; è preceduto da un percorso scolastico completo ed accompagnato da un robusto discernimento spirituale realizzato sotto la guida di una guida spirituale. Si danno quindi per acquisiti almeno il raggiungimento di un diploma di Scuola secondaria ed un previo serio discernimento degli aspetti vocazionali di base.

 
Ogni comunità cristiana è un dono del Signore, in essa si sperimenta la Sua presenza e si testimonia il Suo amore nel mondo. Questo lo è in modo particolare la Comunità del Seminario. Essa è a tutti gli effetti la Comunità cristiana in cui Gesù risorto chiama i seminaristi a crescere nella fede, amare e servire il Signore Gesù.
 
Ai docenti spetta il compito di viverla ed animarla con intelligente e colto amore per Cristo e la Chiesa. Agli alunni, spetta l’impegno ad accogliere e custodire i doni che verranno offerti dagli educatori. L’atteggiamento più proficuo è l’affidamento a questa Comunità educante e la docilità alle sue proposte; in questo modo si realizzerà il dono a Cristo e alla Chiesa nel sacerdozio.
 
Certo la Comunità non esaurisce in sé la proposta educativa in modo quasi magico; essa presuppone un necessario percorso di ascesi personale che porti ad una conformazione autentica e radicata dell’uomo-chiamato in Cristo.
Il Seminario è istituzione educativa ecclesiale, che vive della carità dei cristiani, è pertanto necessario avere cura di conservare con rispetto e dignità il patrimonio di strutture, di suppellettili, di dignità, cultura e tradizione che in esso è conservato.