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È arrivato il «Calendario liturgico 2017-18»   versione testuale

Disponibile negli uffici della Curia, la guida liturgico-pastorale – oltre ad essere un valido supporto per accompagnare i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e tutti gli operatori liturgico-pastorali nei ritmi e nelle vicende del tempo, aiuta a comprendere meglio i ritmi dell’anno liturgico.


Fresco di stampa il nuovo Calendario liturgico è disponibile negli uffici della Curia. La guida liturgico-pastorale – oltre ad essere un valido supporto per accompagnare i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e tutti gli operatori liturgico-pastorali nei ritmi e nelle vicende del tempo – «ogni anno – spiega il direttore dell’Ufficio liturgico, don Loris Della Pietraci aiuta a comprendere meglio i ritmi dell’anno liturgico, a saper cogliere lo spirito educativo delle norme liturgiche affinché le nostre celebrazioni risultino autentiche, dignitose, maggiormente arricchenti, facendo emergere la bellezza della liturgia».


E nell’iniziare questo nuovo anno liturgico – domenica 3 dicembre sarà infatti la prima di Avvento – lo sguardo non può che essere rivolto a Maria a cui la Chiesa udinese dedica l’Anno pastorale 2017-18, come ricorda l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nel messaggio di presentazione del calendario: «Nel lavoro di riorganizzazione pastorale della nostra Arcidiocesi ho voluto che sentissimo l’accompagnamento materno di Maria che ci insegna ad essere Chiesa perché si è posta in fedele ascolto della Parola di Dio». E, riferendosi all’episodio delle nozze di Cana in cui Maria dà inizio alla missione profetica di Gesù, scrive ancora: «Proprio la sua grande fede, che l’ha portata a dire "fate quello che vi dirà" ci insegna a guardare e ad ascoltare Dio con rinnovata fiducia e speranza sapendo scorgere i segni del suo incessante operato anche nella nostra Chiesa udinese». 

 

«Guardando a Maria – evidenzia Andrea Romanelli, collaboratore dell’Ufficio liturgico diocesano – possiamo trarre l’esempio per porci in silenziosa preghiera per ascoltare fruttuosamente la voce di Dio. In particolar modo nella liturgia eucaristica domenicale abbiamo la possibilità di porci in ascolto della sua Parola e la possiamo meditare fino ad unire le nostre voci concordi e perseveranti nella preghiera come gli apostoli al cenacolo. L’anno liturgico, allora, non è più una semplice e ripetitiva scansione temporale degli avvenimenti di Cristo, ma una vera e propria palestra per avvicinarci a Dio, traendo esempio da autentici maestri quali i santi e i beati che la Chiesa venera e ricorda nelle memorie e nelle solennità».