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Friuli e Burundi piangono la scomparsa di padre De Cillia, l'8 gennaio a Plasencis i funerali   versione testuale

Il Friuli intero (e in particolare la comunità di Plasencis di Mereto di Tomba) e lo Stato africano del Burundi sono accomunati dal dolore per la scomparsa di padre Bepi De Cillia. Il missionario Saveriano è deceduto infatti la notte del 3 gennaio a Parma, sede centrale dei Missionari Saveriani. I funerali saranno celebrati oggi a Plasencis.


Saranno celebrati giovedì 8 gennaio, alle 14.30 nella chiesa di Plasencis i funerali di padre Bepi De Cillia, il missionario saveriano originario di Plasencis, spentosi nella notte tra il 3 ed il 4 gennaio. La salma giungerà oggi alle 17, e alle 19 sarà recitato il Santo Rosario. Nato il 17 marzo del 1936 a Plasencis, entro nell'Istituto Saveriano giovanissimo nel 1949. Emessa la professione religiosa, diventato sacerdote e conclusi gli studi teologici, venne subito destinato alla missione in Burundi, dove ricoprì in una prima fase durata ben 20 anni, fino al 1984, il ruolo di parroco e di consigliere della Circoscrizione Saveriana. Nel 1984 i suoi superiori disposero il rientro a Udine, nel ruolo di econono e animatore missionario nella Scuola apostolica Saveriana. Ma il suo cuore era nel piccolo e martoriato Paese dell'Africa nera. Nel 1989 il ritorno nella capitale Bujumbura, con un nuovo incarico che fa emergere le sue straordinarie capacità di animatore della pastorale giovanile e dell'azione sociale. Varie missioni in Burundi gli sono debitrici per diversi traguardi nella promozione umana: costruzioni, acquedotti, strade, case per i profughi, chiese. Conquistava tutti con il suo tratto gioviale e accogliente, che diventava però estremamente determinato e anche duro quando c'era da difendere i diritti della gente, ma anche combattere l'assistenzialismo e promuove il bene comune. Rimarrà per sempre negli annali la sua amicizia con il cardinale Ersilio Tonini, che conobbe l'umanità e il grande impegno di padre Bepi raccogliendo fondi attraverso cui il missionario friulano costruì molte casette per i profughi che tornavano dopo la sanguinosa guerra civile tra Hutu e Tutsi, contribuendo così alla riappacificazione sociale del Paese. La salute è sempre stata una spina del fianco, anche se non lo ha mai distratto dall'impegno apostolico e missionario. Nel 2013, in seguito ad un incidente stradale in Burundi, gli fu asportata la milza. Poi l'emergere della leucemia, che lo costrinse al rientro in Italia nei primi mesi del 2014.
 
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