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Con la Scuola cattolica di Cultura e il Meic al via un ciclo di approfondimento su «Le migrazioni. Rischio o opportunità, da problema a progetto: meticciare le culture»

Si rinnova - a partire da giovedì 19 ottobre alle 18 a Udine - il tradizionale appuntamento d'autunno con il ciclo di incontri di riflessione e approfondimento promosso dalla Scuola Cattolica di Cultura assieme al Movimento Ecclesiale di Impegno culturale. Di grande attualità il tema che farà da filo conduttore ai tre incontri: «Le migrazioni. Rischio o opportunità, da problema a progetto: meticciare le culture ».

 



«La situazione in Friuli Venezia Giulia: oltre la paura» è il tema del primo appuntamento, in calendario appunto per giovedì 19 ottobre, e sul quale interverrà Guglielmo Pitzalis, medico del Gruppo Immigrazione e Salute del FVG e della Società Italiana delle Migrazioni. «Ero straniero e mi avete accolto, anche Dio si fa migrante» è invece il titolo della relazione che terrà, giovedì 26 ottobre, don Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro Balducci di Zugliano. Giovedì 30 ottobre sarà invece la volta di Oliviero Forti, responsabile Immigrazione di Caritas italiana e Caritas Europa, che parlerà di «Questione immigrazione: uno sfondo di riferimento dal Rapporto annuale Caritas».

Tutti gli incontri avranno luogo alle ore 18 al Centro culturale diocesano «Paolino d'Aquileia».

 



A spiegare le ragioni di questa scelta sono don Franco Del Nin, direttore della Scuola Cattolica di Cultura e assistente spirituale del Meic, Bruno Forte, della Scuola cattolica di Cultura di Udine e Laura Macor, del Meic:  «Le migrazioni - evidenziano - costituiscono un criterio per leggere la storia del cammino umano che è stata segnata in maniera significativa dal movimento della persone e dei popoli. Le ragioni fondanti sono state deverse: popoli “compressi” da altri popoli, carestie, guerre e conflitti, motivazioni religiose, spinte economiche, ecc.. Il “viaggio” da una terra ad un’altra ha attraversato tempi e luoghi. Il nostro Friuli nei suoi cromosomi costitutivi trova proprio lo scontro e l’incontro tra diversi popoli e culture: Aquileia, che riconosciamo come “madre”, è stata anche “maestra” nel segno dell’integrazione delle diversità, in una declinazione plurale. L’anno 2017 verrà ricordato per il clamore politico-mediatico e per le difficoltà suscitati dalle polemiche circa il fatto che il Mediterraneo è diventato una vasta “tomba”. Le diversità antropologiche di persone popoli e culture possono venir vissute come una minaccia identitaria o come opportunità per un arricchimento reciproco nel segno del meticciamento. Le Scritture Sacre sono attraversate dal tema del forestiero e mobilitano la coscienza dei credenti nella riscoperta della fraternità».

 



Udine, 17 ottobre 2017