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A Cividale performance teatrale: insieme sul palco italiani e richiedenti asilo del progetto Sprar

Sabato 1° aprile alle ore 17.30, nel chiostro di San Francesco a Cividale del Friuli, va in scena la performance teatrale «Il confine è una linea immateriale» atto conclusivo del laboratorio realizzato con i profughi del progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) del cividalese e i cittadini italiani che hanno voluto aderire al progetto. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, l'ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.

«Il gruppo, caratterizzato da un alto livello di eterogeneità – spiegano gli organizzatori –, ha lavorato sul tema del confine, sia come luogo di conoscenza e di messa in discussione delle proprie certezze, che come luogo di apertura e acquisizione. Per valorizzare al massimo la possibilità di incontro e scambio che questo progetto ha rappresentato le porte del laboratorio sono rimaste sempre aperte, pronte ad accogliere non solo gli stranieri, ma anche tutti i cittadini italiani che hanno voluto partecipare. Durante il lavoro, durato tre mesi sotto la guida di Elisa Menon – attrice e regista di Teatro sociale che da anni lavora nel settore dell'intercultura –, si è lavorato sul confine come punto di contatto valorizzando il sentire comune a tutti gli esseri umani per promuovere lo scambio e la coesione».

La performance finale, dunque, vuole restituire la ricchezza del percorso fatto e raccontare la complessità, la reciprocità, la complicità che lega culture e popoli diversi e distanti.



Il laboratorio e lo spettacolo sono realizzati dall’Associazione Fierascena, in collaborazione con la Caritas diocesana di Udine, la Parrocchia di Cividale e l’associazione «Gen» di Remanzacco, con il patrocinio dei comuni di Cividale e di Remanzacco, grazie al finanziamento dello SPRAR.





Il progetto SPRAR cividalese





Nell’Ambito distrettuale di Cividale, la Caritas di Udine ha in gestione lo SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo), un sistema riconosciuto a livello europeo come buona prassi, che consiste in un’accoglienza diffusa sul territorio, fortemente orientata all’integrazione (sono garantiti corsi di italiano e corsi professionali, affiancamento e orientamento legale, si evitano maxi-strutture  in favore di piccoli appartamenti dislocati sul territorio). Il Ministero dell’Interno affida gli SPRAR locali agli stessi Comuni, che aderiscono su base volontaria concorrendo a un bando nazionale, e a loro volta individuano sul proprio territorio delle realtà del terzo settore che siano qualificate alla gestione dell’accoglienza. Nel Cividalese sono accolti 40 giovani richiedenti asilo provenienti da Pakistan, Afghanistan, Mali, Togo, Nigeria e Bangladesh.

 


Udine, 30 marzo 2017