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In preghiera per l’unità dei cristiani: incontro ecumenico a Udine

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si sta vivendo in tutte le comunità cristiane cattoliche, riformate e ortodosse, sul tema che richiama il capitolo 5 della Seconda Lettera ai Corinzi «L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione», avrà il suo momento conclusivo a Udine sabato 21 gennaio, alle ore 18 nella chiesa della Comunità Evangelica Metodista a Udine, in piazzale D’Annunzio, 4, con un incontro di preghiera ecumenico. La celebrazione della Parola sarà guidata dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, con il pastore Marco Fornerone, della Chiesa evangelico metodista (che fa riferimento alla chiesa di piazzale d’Annunzio), padre Iustinian Deac, della Chiesa ortodossa rumena (parrocchia di San Basilio il Grande, in via Tomadini), e padre Vladimir Melnychuk, della Chiesa ortodossa ucraina (che si riunisce a Sant’Osvaldo). Sarà presente un rappresentante di padre Rasko Radovic, della Chiesa serbo ortodossa e, novità di quest’anno, ci saranno anche il pastore Michele Gaudio, della Chiesa Avventista del Settimo giorno, e padre Gedlu Aba Ermias, della Chiesa etiope ortodossa. La comunione ecumenica a Udine, dunque, si allarga. Inoltre, in occasione dei 500 anni della riforma di Martin Lutero, la preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno è stata preparata dalle chiese cristiane tedesche.

 



«Sarà un momento importante di preghiera – spiega il diacono Marco Soranzo, responsabile della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e il dialogo, –, in cui le Chiese si incontreranno per il riconoscimento dell’unità cristiana.

Una celebrazione di riconciliazione per i peccati che negli anni hanno contribuito a tenere in piedi dei muri che vanno abbattuti. Il riconoscimento del fatto che ogni Chiesa ha alimentato delle incomprensioni nei confronti dell’altra è il primo passo. Ora è il tempo del superamento di queste incomprensioni per giungere all’unità».

«Dobbiamo guardare innanzitutto alle cose che ci uniscono – prosegue Soranzo –, non alle differenze di riti o tradizioni: la fede in un unico Dio è un grande punto di incontro; il riconoscersi nella Bibbia, pur con delle differenze, è un riferimento comune». La celebrazione di sabato, dunque, «è un passo importante in questa direzione. Da quasi 50 anni a Udine si compiono ogni giorno piccoli passi. Il 21 gennaio 1968 ci fu il primo incontro di preghiera ecumenica alla Basilica delle Grazie conmons. Zaffonato e don Pezzetta e da allora i cristiani delle varie confessioni si danno appuntamento ogni anno per pregare insieme per ricomporre l’unità spezzata nel corso dei secoli».

 

 


Una colletta comune per i «corridoi umanitari»


 

«Le divisioni rimangono ma la comprensione aumenta. E con essa aumenta anche il desiderio e l’auspicio di fare delle cose insieme, ad esempio nel campo della carità, bene comune a tutte le Chiese», aggiunge ancora Soranzo. Non a caso, durante la celebrazione quest’anno verrà fatta una colletta il cui ricavato andrà alla Comunità di Sant’Egidio, che, in rappresentanza della Chiesa Cattolica e insieme alla Chiesa Valdese e alla Federazione delle Chiese luterane

gestiscono il progetto di Corridoi umanitari che porterà 1.000 profughi in Italia, attraverso passaggi sicuri, lontani dai «viaggi della morte». Un progetto estremamente significativo in tempi complessi come questi, che testimonia che è possibile riuscire a costruire qualcosa insieme e avere una linea comune di accoglienza sulla base del valore condiviso della carità.

 

 Udine, 20 gennaio 2017