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Nasce la "Carta Etica dello Sport", patrocinata dall'Arcidiocesi. Se ne parla in un ciclo di incontri   versione testuale

Muovendo dalla persuasione che lo sport possa rappresentare un importante veicolo formativo, la Carta Etica dello Sport intende promuovere una rinnovata cultura sportiva. Per riuscire in tale missione è necessario un profondo ripensamento sul senso e sul valore dello sport, che metta al centro il bambino e il ragazzo e non il risultato.

 

Lo sport, infatti, è, o dovrebbe essere, ad un tempo, buona pratica di vita e metafora efficace per l’educazione ad una vita sana e alla cittadinanza attiva. Con uno slogan potremmo dire che lo sport rappresenta una grande palestra di vita ma, questo il punto, deve essere una palestra capace di capitalizzare le virtù e di assicurare la vita buona. Affinché ciò non sia solo un auspicio – o, peggio, un cliché retorico – è però necessaria una precisa assunzione di responsabilità da parte degli adulti nei confronti dei giovani loro affidati.

 

Sono molte le figure coinvolte, a diverso titolo, nel mondo dello sport: atleti e genitori, allenatori e dirigenti, tifosi e sponsor. Ciascuna di queste figure ha dei compiti e delle responsabilità specifici e tutti insieme possono concorrere a fare dello sport un reale luogo di crescita. A tutti la Carta Etica dello Sport promossa dal Comune di Udine intende offrire uno strumento per riflettere sulle potenzialità della pratica sportiva e un invito ad azioni conseguenti.

 

 

Il ciclo di incontri «Sport e relazione educativa»

 

Per promuovere i valori della Carta Etica dello Sport è promosso un ciclo di incontri – patrocinato dall'Arcidiocesi, in collaborazione con il Comune di Udine e a numerose associazioni del territorio – tesi a evidenziare il valore educativo dello sport.

 

  1. Venerdì 3 novembre: I valori in gioco. Presentazione della Carta etica dello Sport. Udine, Sala Ajace, ore 17:30. Con Anna Piuzzi (giornalista), Raffaella Basana (Assessore allo Sport), Luca Grion (filosofo morale e presidente Istituto J. Maritain), Bruno Pizzul (giornalista sportivo), Massimo Giacomini (ex calciatore, allenatore), Giada Rossi (atleta paralimpica di tennis tavolo), Michele Mian  (allenatore di pallacanestro).
  2. Lunedì 6 novembre: Il ruolo dell’allenatore. Il campo da gioco sa essere un luogo educativo? Udine, Stadio Friuli, ore 17:30. Con: Alessandro Talotti (ex altista), Valerio Bernabò  (rugbista, allenatore), Giulio Giacomin (ex calciatore, allenatore), Manuel Gerolin (ex calciatore, dirigente), Luca Grion (filosofo morale e presidente Istituto J. Maritain), Amalia Pomilio  (ex cdestista, allenatrice).
  3. Lunedì 13 novembre: Il ruolo dell’insegnante. Lo sport risponde ai bisogni speciali dei bambini? Università di Udine, ore 17:00 (non 17.30). Con: Daniele Fedeli (pedagogista), Luciano Luccherino (neuropsichiatra infantile), Sara Pezzica (psicologa).
  4. Lunedì 20 novembre: Il ruolo del genitore. Tifosi, allenatori o educatori? Cussignacco, Sala polifunzionale, ore 17:30. Con: Emanuela Romanelli (Ass. Comunità Educante), Marcella Bounous (psicologa dello sport), Daniele Fedeli (pedagogista).

 

 

Soggetti promotori, patrocinatori e sostenitori

 

L’iniziativa è promossa dall'Istituto "Jacques Maritain" in collaborazione con: Associazione “Comunità Educante”, Associazione “Insieme Con Noi”, Basket e non solo, CUS Udine, DLF Polisportiva, FAI Sport, Insieme si può onlus, Libertas Basket School ASD, Oltre lo sport onlus, PAV Udine, Polisportiva Udinese, Udinese Calcio, UISP Udine, Udine United Rizzi Cormor.

 

Con il patrocinio di: Arcidiocesi di Udine, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, Comitato Italiano Paralimpico, CONI - Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia, Garante Regionale dei Diritti della Persona, Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Udine.

 

Con il sostegno di: Fondazione Friuli.

 

 

Per approfondire: