«Gesù luce inviata da Dio per illuminare il popolo che abitava nelle tenebre»: ecco il messaggio dell’Arcivescovo per il Natale 2016

Cari Fratelli e Sorelle,

«il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse» (Isaia 9,1).  Con questa splendida immagine, soffusa di speranza, il profeta Isaia annunciò la nascita del Messia. La stella, che guidò i Magi fino alla culla di Gesù fu il segno che con la nascita di Gesù si era realizzata la profezia e si era accesa tra gli uomini una nuova luce.

 

Quando si naviga nella notte si cerca una luce di riferimento che sia stabile perché un faro che si accende ad intermittenza abbandona improvvisamente in mezzo al buio e tra le insidie del mare. Viviamo in mezzo a messaggi e a promesse intermittenti che attirano e abbandonano, suscitano speranze e le deludono. Questo è causato dalla debolezza umana che troviamo anche nei politici e negli amministratori, negli uomini di scienza e di cultura. Ne pagano le conseguenze specialmente i bambini e i giovani i quali hanno bisogno di adulti affidabili per orientarsi nell’avventura della vita.

 

A Natale, dal grembo della Vergine Maria, si è accesa la Luce inviata da Dio per illuminare il popolo che «abitava nelle tenebre». Un giorno Gesù si presenterà come «la Luce che illumina ogni uomo»  e il suo Vangelo resta il faro di riferimento attualissimo per ogni persona che cerca un senso per la vita.

 

Questo, allora, è il mio augurio natalizio: in compagnia dei pastori e dei Magi, entriamo nel fascio di luce che Gesù ha acceso e meditiamo con attenzione le sue parole. Gli uomini che hanno accettato quella luce hanno imparato ad essere fratelli tra di loro ed hanno formato la Chiesa che ha come legge: «Essere un cuor solo e un anima sola». Questa è la comunione che desideriamo rinnovare  nella nostra diocesi grazie, anche, al progetto delle Collaborazioni pastorali.

 

La solitudine è il tarlo che rode, oggi, l’anima di tante persone e c’è tanta sete di comunione, di legami veri, fondati su una solidarietà sincera. Non rannicchiamoci in noi stessi, ma usciamo, come i pastori nella notte, verso Gesù partecipando alle Sante Messe e ascoltando la parola del Vangelo. Sarà lui a guarire i nostri rapporti  e a rinnovare la comunione nelle nostre famiglie e nei nostri paesi.

 

Per intercessione della Vergine Maria e di San Giuseppe il Signore Gesù benedica il vostro Natale e l’inizio del nuovo anno.

 

                                                                                                                             + Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine

Santo Natale 2016

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