Festa diocesana dei migranti cattolici. L’Arcivescovo: «Nell’unità le diversità sono ricchezza»

Mons. Mazzocato: «Non sono più importanti le differenze che ci distinguono. È importante che mangiamo il corpo di Gesù nell’eucaristia e così, ci troviamo tutti uniti in Gesù; una sola famiglia, una sola Chiesa, uniti in un’unica alleanza»

«Gesù rinnova il suo miracolo anche tra di noi questa mattina. Non sono più importanti le differenze che ci distinguono. È importante che mangiamo il corpo di Gesù nell’eucaristia e così, ci troviamo tutti uniti in Gesù; una sola famiglia, una sola Chiesa, uniti in un’unica alleanza». Così l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, durante l’omelia pronunciata in occasione della «Giornata diocesana dei migranti cattolici» celebrata in Cattedrale oggi, domenica 3 giugno, solennità del Corpus domini.

«In questi anni – ha proseguito mons. Mazzocato –  mi sono molto impegnato perché i cristiani che vengono da paesi e tradizioni diverse abbiamo alla domenica anche una Santa Messa celebrata nella loro lingua e secondo la loro tradizione. Ricordiamoci, però, sempre che questo non deve dividerci, ma unirci tutti. Non c’è l’eucaristia dei nigeriani, dei romeni, degli indiani, dei friulani, ma è l’unico corpo di Gesù che condividiamo tutti e che ci unisce tutti a lui e tra di noi come fratelli e sorelle. Se viviamo questa unità, allora anche le diversità di canti, di riti, di tradizioni non dividono ma, anzi, diventano una ricchezza. Con questo spirito continuiamo, allora la nostra celebrazione eucaristica e tra poco saremo invitati alla mensa del Signore, come gli apostoli nell’ultima cena. Mangiamo il corpo del Signore e usciremo di chiesa più uniti a Gesù e tra di noi facendo vedere a tutti che ci si può accettare e voler bene come fratelli e sorelle».

Qui il testo integrale dell’omelia.

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