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Omelia in occasione dell'ordinazione presbiterale di don Alessandro Fontaine (25 giugno 2017)   versione testuale

Cari fratelli e sorelle, 

 

nel brano evangelico che il diacono ha proclamato, Gesù rivolge per tre volte ai suoi discepoli l’invito: «Non abbiate paura». Lo spirito di fortezza è uno dei sette doni dello Spirito Santo. Il giovane Alessandro Fontaine, che è qui davanti a noi, ha già ricevuto lo Spirito Santo col sacramento della cresima e tra poco invocherò su di lui una rinnovata e speciale effusione dello Spirito di Cristo mediante l’imposizione delle mani mie e degli altri sacerdoti e la preghiera di consacrazione presbiterale.

 

Con l’ordinazione sacra egli entrerà a far parte del Presbiterio della nostra Chiesa di Udine e condividerà col suo vescovo e i confratelli presbiteri il ministero di pastore, predicatore del Vangelo e guida dei fedeli. Avrà bisogno del dono della fortezza, virtù che, come abbiamo ascoltato da Geremia, era richiesta ai profeti dell’Antico Testamento: «Il Signore è al mio fianco, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere». 

 

La stessa fortezza, che possiamo chiamare anche coraggio apostolico, è virtù che deve accompagnare i missionari del Vangelo di Cristo. E in questo tempo della vita della Chiesa il cuore dei vescovi e dei presbiteri deve essere abitato da una passione missionaria, come richiede con molta convinzione anche Papa Francesco nella sua esortazione apostolica programmatica “Evangelii gaudium”. La Chiesa è chiamata dallo Spirito ad andare per nuovi sentieri lungo i quali poter incontrare gli uomini e le donne e portare loro il grande annuncio che abbiamo sentito riassunto dalle parole di S. Paolo: «La grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti». 

 

Anche nella nostra Chiesa diocesana ci stiamo avviando su nuovi percorsi, spinti dal desiderio che sia più efficace l’annuncio del Vangelo e che la grazia, che Dio ci dona Cristo, inondi mente e cuore di tante persone perché di quella grazia e solo di quella grazia hanno bisogno. 

 

In questa Chiesa oggi don Alessandro viene ordinato presbitero. In lui le persone si aspetteranno di sentire un animo di missionario, infiammato dalla passione di portare la Parola di Gesù e i sacramenti di Gesù a quanti incontrerà lungo la sua strada. 

 

Per vivere ogni giorno e con fedeltà questa missione dovrà avere nel cuore e nella mente la virtù della fortezza. Non parlo di un coraggio umano proprio di chi può essere fornito di una personalità più forte o più intelligente o più propensa a rischiare. Ai missionari del suo Vangelo Gesù chiede il coraggio apostolico che è una virtù, cioè un dono dello Spirito Santo. Esso nasce dall’umiltà, dalla coscienza che uno diventa presbitero non perché è più dotato o meno peccatore degli uomini e donne a cui parla di Gesù invitandoli alla conversione. 

 

Il coraggio apostolico, che con la nostra preghiera chiediamo per Alessandro, nasce dalla consapevolezza che si diventa sacerdoti nella Chiesa solo per vocazione, per una chiamata personale di Dio che invita a consacrare tutta l’esistenza alle sorti del Vangelo. E a chi risponde con generosità e umiltà, come fa in questo momento don Alessandro, Gesù promette: «Perfino i capelli del vostri capo sono contati». 

 

Il coraggio apostolico di un sacerdote nasce, ancora, non dalla fiducia che pone sulle proprie capacità di convinzione o di leadership ma sulla potenza che ha in sé la Parola di Dio che egli, come servo fedele, annuncia in ogni occasione che gli viene offerta; sulla potenza dello Spirito Santo che opera straordinariamente nel ministero di un presbitero quando egli predica, quando proclama le parole di Gesù sul pane e il vino nella celebrazione eucaristica, quando dichiara il perdono dei peccati al peccatore pentito. 

 

Il coraggio apostolico è una virtù per persone povere e umili, ma che non abbandonano mai il campo perché non si affidano alle proprie forze umane ma sulla potenza di Dio che, mediante l’ordinazione sacramentale, prende possesso della vita del presbitero.

 

Carissimo don Alessandro, ti accompagnino ogni giorno le parole di Gesù che sono risuonate in questa celebrazione della tua ordinazione sacerdotale: «Non abbiate paura degli uomini». Vai come missionario del Vangelo in comunione col vescovo e gli altri confratelli, sostenuto dalla virtù della fortezza. Abbi il coraggio di «riconoscere testimoniare Gesù» davanti ad ogni uomo e in ogni situazione. Ti sostenga la sua promessa che egli, a sua volta, ti riconoscerà davanti al Padre che è nei cieli e alla fine del tuo lavoro nella sua Vigna ti accoglierà con sé e con tutti i missionari del Vangelo nel suo Regno.

 

Cattedrale di Udine, 25 giugno 2017