Dove ti trovi:  Arcivescovo » Documenti » Messaggi » Messaggio per la Quaresima 2017 
Share

Messaggio per la Quaresima 2017   versione testuale

«ASCOLTINO MOSÈ E I PROFETI» (LC 16, 29)

La Quaresima: tempo favorevole per riordinare la nostra vita

 

 

Cari Fratelli e Sorelle,

 

di tanto in tanto sentiamo l’esigenza di fare una pulizia generale in casa passando a fondo, con detersivi adatti, tutti gli ambienti e rimettendo in ordine ogni cosa. Quando l’abitazione è pulita e ordinata si vive meglio e più serenamente.

 

C’è un altro luogo dentro il quale viviamo ogni giorno; Gesù la chiama la nostra «camera segreta». In essa abitiamo solo noi e l’unico che la visita con il suo sguardo penetrante è Dio che vede nel segreto dell’uomo (Mt 6, 6). In questa stanza – che chiamiamo anche “cuore” o “coscienza” – custodiamo i nostri pensieri, desideri, sentimenti, paure, affetti, istinti.

Sentiamo mai il bisogno di fare pulizia e di mettere ordine anche dentro la nostra camera segreta? Ci accorgiamo che questa è la condizione per essere più sereni con noi stessi e con gli altri?

 

Stiamo iniziando anche quest’anno i quaranta giorni della Quaresima che la Chiesa definisce “tempo favorevole”, tempo favorevole per mettere ordine nella nostra vita e, specialmente, nella stanza interiore della nostra coscienza.  In casa nostra sappiamo come pulire e riordinare le varie stanze. Sappiamo mettere ordine anche dentro il nostro cuore?  Sappiamo da dove si comincia e quali strumenti usare?

Ho pensato di rivolgervi questo messaggio quaresimale per condividere con voi alcune indicazioni che a me sono molto utili per tenere in ordine la mia stanza interiore. Esse vengono dalla grande tradizione spirituale cristiana e le ripropone anche Papa Francesco nel suo messaggio per la quaresima 2017: «La Parola è un dono. L’altro è un dono».

Del testo del Santo Padre mi limito a riprendere solo tre spunti.

 

Il Papa ci invita a meditare la parabola evangelica del ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31). Gesù ambienta il racconto nei due tempi dentro i quali ogni uomo si trova a vivere: prima della morte e dopo la morte fisica. Nel tempo vissuto della vita terrena il ricco si concede ogni lusso e benessere mentre Lazzaro sta alla porta pieno di piaghe che suscitavano la pietà anche dei cani. Dopo la morte Lazzaro è accolto da Abramo in paradiso mentre il ricco finisce tra i tormenti e inutilmente invoca da Lazzaro una goccia d’acqua. Implorando Abramo perché mandi Lazzaro dai suoi fratelli per avvisarli della fine che rischiano di fare, si sente rispondere: «Hanno la parola di Mosè e dei profeti: ascoltino loro».

 

Ecco la prima indicazione che ci offre la parabola: la necessità di meditare la parola che Dio ha rivelato per mezzo di Mosè e dei profeti e, alla fine, per mezzo di Gesù. Se quel ricco avesse ascoltato la Parola di Dio non avrebbe sbagliato completamente l’impostazione della sua vita. Il Vangelo è come la mappa che ci guida nelle scelte della vita e, prima ancora, ci insegna ad entrare in noi stessi e a mettere ordine ai nostri pensieri, desideri, bisogni. Essi,  troppo spesso si agitano in modo confuso e ci portano a scelte sbagliate; come quelle del ricco. Durante questa quaresima proviamo a trovare il tempo per fermarci e leggere con attenzione qualche pagina della Sacra Scrittura. Sarebbe sufficiente che tornassimo a meditare qualcuna delle letture della Parola di Dio che vengono lette nelle S. Messe domenicali.

 

La parabola, poi, ci ricorda che la nostra esistenza è divisa in due tempi, separati tra loro dal passo misterioso della morte. Preso dai divertimenti il ricco si era dimenticato che anche per lui sarebbero finiti i giorni della vita terrena e si sarebbe trovato dentro un’altra vita che, a differenza della prima, sarebbe durata per sempre. Se si fosse ricordato che lo aspettava il giudizio finale di Dio e la vita eterna, non avrebbe sprecato le sue giornate pensando solo al proprio benessere, senza un minimo di compassione per chi stava peggio di lui. Capita anche a noi di vivere dimenticando che stiamo andando verso la morte oltre la quale si aprirà il secondo atto della nostra vita? Gesù, ci ricorda che ci troveremo a faccia a faccia davanti a lui per il giudizio finale sulla nostra esistenza terrena il quale ci introdurrà ad una condizione eterna di gioia o di tormento. (Mt 25, 31-46).

 

Aggiungo un’ultima indicazione. Pensando solo a se stesso il ricco era diventato cieco. Dice il Papa che Lazzaro per lui era come “invisibile”. Dentro la stanza interiore della coscienza di quel ricco c’era un enorme disordine di bisogni, istinti, voglie, vizi che cercava di soddisfare in ogni modo. Questo egoismo aveva accecato il suo cuore per cui non vedeva il povero accasciato alla sua porta; o meglio, non gli interessava vederlo.  Aggiunge Papa Francesco: «Quando non esiste che il proprio io, le persone che ci circondano non entrano nel nostro sguardo». Solo purificando la nostra coscienza noi torniamo a vedere con gli occhi e col cuore il fratello che elemosina il nostro aiuto.

 

Cari Fratelli e Sorelle, concludo qui il mio messaggio sperando che le tre brevi indicazioni che ho ricordato aiutino ognuno di noi a vivere la quaresima come tempo favorevole per portare ordine e pulizia nella stanza interiore del proprio cuore. Rinnoveremo così la vita nuova iniziata in noi col battesimo e che è fonte della vera gioia, la gioia pasquale.