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Ubi Caritas est vera   versione testuale

Il sussidio liturgico sulla carità, a conclusione della trilogia sulle virtù teologali. L'introduzione del direttore dell'Ufficio Liturgico, don Loris Della Pietra, e il sussidio scaricabile.


Con il sussidio liturgico per l’anno pastorale dedicato alla carità «Ubi caritas est vera». Celebrare la carità si completa la trilogia degli strumenti predisposti dall’Ufficio Liturgico Diocesano e dalla Commissione Liturgica Diocesana per sostenere la preghiera liturgica delle comunità in riferimento alle tre grandi virtù. Il titolo, ovviamente, non poteva che essere ripreso dall’inno composto dal patriarca Paolino d’Aquileia, probabilmente per il Concilio di Cividale del 796, e confluito poi nel rito della lavanda dei piedi (Mandatum) nel Giovedì Santo. Il ritornello dell’inno pone in risalto lo spessore teologico della carità cristiana: quando essa è autentica diventa epifania della presenza di Dio in mezzo agli uomini.
 
 
Il sussidio contiene un’introduzione per cogliere il legame tra celebrazione liturgica e testimonianza della carità e per comprendere la celebrazione eucaristica quale grembo sorgivo dell’amore fraterno e dell’attenzione premurosa verso i più poveri e gli ultimi. Viene quindi riproposto uno studio del compianto mons. Achille Comoretto (+ 1995) che riprende le tesi dello storico svedese Dag Norberg sull’attribuzione dell’Ubi caritas al nostro patriarca. Per quanto lo studio sia sintetico e, per certi aspetti, risenta del tono colloquiale, giova a comprendere l’orizzonte storico, teologico e letterario entro il quale l’inno è stato composto. Seguono le proposte del sussidio da poter utilizzare in vari momenti di preghiera come veglie, tempi di adorazione eucaristica e, compatibilmente con le norme liturgiche e l’indole di ogni elemento testuale e musicale, nella stessa celebrazione eucaristica. Innanzitutto due salmi della carità (111 e 132) da poter eseguire in canto in italiano e in friulano, accompagnati dalle rispettive orazioni salmiche, una consuetudine antica per “rileggere” il salmo in forma orante alla luce del mistero di Cristo. Vengono poi segnalati alcuni responsori sul tema della carità, tratti dalla liturgia quaresimale, che bene si adattano come risposta alla Parola di Dio, quando i brani biblici proclamati si riferiscono all’amore cristiano e alla pratica della carità. Si suggeriscono, inoltre, alcuni formulari presenti nel Messale Romano e alcune orazioni, antiche e contemporanee, e si propongono alcuni testi di preghiera in italiano e in friulano, editi e inediti, per arricchire i momenti di preghiera che spesso si svolgono nelle nostre comunità. Va precisato che si tratta di testi scelti, biblicamente ispirati, in linea con la tradizione e, al contempo, attenti al linguaggio dell’uomo di oggi. Un aiuto per evitare il troppo comodo ricorso a internet o a tanta pubblicistica di bassa qualità quando si tratta di comporre uno schema celebrativo. La parte eucologica è corredata dall’elenco dei santi della carità e dall’invocazione litanica dei medesimi che potrebbe lodevolmente introdurre o completare una celebrazione ad hoc.
 
Il sussidio si completa con alcune proposte per il canto, composizioni sul tema dell’amore che nella maggior parte dei casi si rifanno al tema neotestamentario del comandamento nuovo.
L’auspicio è che, anche grazie ai contenuti di questo strumento, possa scaturire ancora dal mistero celebrato e contemplato nella liturgia l’atteggiamento sincero e generoso della carità che pone fine alle liti e alle divisioni e rende visibile e credibile il Regno di Dio.
 
don Loris Della Pietra
Direttore dell'Ufficio Diocesano per la Liturgia