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Messaggio del Vescovo per la Santa Pasqua 2014   versione testuale

“La Santa Pasqua ci spinga ad uscire dal torpore dell’indifferenza che tende a soffocare in noi la preghiera. Riaccenda in noi la speranza di poter fare qualcosa per chi soffre più di noi, allargando le braccia e il cuore come il buon samaritano”.


Cari fratelli e sorelle,
 
vi giunga il mio augurio di buona Pasqua con le parole di Maria Maddalena, che ripeteremo assieme nella Santa Messa pasquale. Dopo aver incontrato Gesù risorto e aver udito la sua voce inconfondibile che la chiamava per nome, Maria corse subito dagli apostoli ad annunciare: «Ho visto il sepolcro vuoto e Cristo vivo e risorto nella gloria; ho visto gli angeli, suoi testimoni, e il sudario e le vesti funebri afflosciate sulla pietra sepolcrale. È risorto Cristo, mia speranza e vi attende in Galilea».
 
Il mattino di Pasqua l’Amore di Dio ha compiuto il più grande miracolo distruggendo per sempre il potere del male e della morte. Ha compiuto il miracolo nel corpo di Gesù che, dopo tre giorni di sepolcro, era vivente e risorto; lo ha compiuto nel cuore di Maria Maddalena facendola risorgere dalla tristezza ad una speranza che ella non conosceva e che la riempiva di gioia incontenibile. È questa speranza che Maria corre ad annunciare a Pietro e agli altri apostoli: «È risorto Cristo, mia speranza!».
 
Mentre in diocesi stiamo vivendo l’Anno della speranza, prego perchè questa Pasqua faccia rinascere nel cuore di tutti noi la speranza che Maria Maddalena ha vissuto per prima.
Come il corpo crocifisso di Gesù, anche la mente e il cuore della Maddalena erano chiusi in una tomba fatta di amarezza e di rassegnazione. La luce e il calore della speranza, che Gesù risorto diffondeva, ha spalancato la tomba e trasformato completamente la vita di quella donna. È diventata messaggera di speranza.
 
Anche noi abbiamo le nostre tombe. Papa Francesco, nel suo viaggio a Lampedusa, con forza ne ha denunciato una di molto pericolosa. Ha parlato di «globalizzazione dell’indifferenza». L’indifferenza è una vera tomba dell’anima perché non fa più sentire i gemiti sofferenti dei fratelli più poveri e spegne la sete di Dio e della preghiera.
 
È come un’anestesia del cuore. Ma l’anestesia può essere un pericolo mortale perché non fa più sentire il dolore mentre il male si diffonde e continua la sua opera di morte.
L’indifferenza è figlia della rassegnazione. Non sapendo più come contrastare il male che cresce attorno a noi, si preferisce abbandonarsi all’indifferenza.
 
Da questa tomba dell’anima, tanto pericolosa, possiamo risorgere solo se in noi si riaccende la luce della speranza. Dal giorno di Pasqua la speranza ha un nome: «È risorto Cristo, mia speranza!».
 
Care sorelle e fratelli, vi invito a cercare Gesù con la passione con cui lo ha cercato Maria Maddalena nel giardino del sepolcro. La Santa Pasqua ci spinga ad uscire dal torpore dell’indifferenza che tende a soffocare in noi la preghiera. Riaccenda in noi la speranza di poter fare qualcosa per chi soffre più di noi, allargando le braccia e il cuore come il buon samaritano.
 
Buona Pasqua di speranza e di risurrezione!
 
+ Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo